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lunedì 31 dicembre 2018

Lupin III di Miyazaki




Titolo originale: Lupin the 3Rd (ルパン三世 Rupan Sansei)
Nazione: JAP
Anno: 1971 - 1980
Genere: Animazione, Poliziesco, Giallo, Avventura
Durata: 16x24'
Regia: Hayao Miyazaki

Trama:
Ricercato da tutte le polizie del mondo, soprattutto dall’ispettore Zenigata dell’Interpol, Arsenio Lupin III è il nipote dell'omonimo ladro gentiluomo francese. Degno erede del nonno, Lupin ha due validissimi soci: Daisuke Jigen, infallibile con la sua amata Smith & Wesson 19 ed il fedele, riflessivo e leale samurai Goemon Ishikawa XIII. Ai tre si unisce spesso la bella ed astuta Fujiko Mine, non sempre affidabile e pronta a farsi gioco di un Lupin evidentemente innamorato di lei e...

Commenti e recensione:
Pochi personaggi dell'animazione giapponese possono vantare una longevità nei cuori del pubblico come Lupin III, che da più di quarant'anni (in Italia è comunque giunto nel 1981) diverte e appassiona padri e figli. Alla base del mito c'è la versione a fumetti, creata nel 1967 da Monkey Punch e caratterizzata da quella "scorrettezza politica" che quasi contemporaneamente investiva anche l'Italia con il fenomeno dei fumetti "neri" alla Diabolik. L’idea iniziale, nel 1971, era quella di adattare il manga di Lupin in un film animato ma il primo risultato fu considerato inadatto ad un’uscita nelle sale a causa delle troppe scene di violenza e sesso. Si optò dunque per un anime a episodi, affidato inizialmente a Masaaki Ōsumi, tutt'oggi considerato il padre del "Dark Lupin". Bastarono due soli episodi, però, perché i produttori si lamentassero ancora dei toni troppo noir e lo rimpiazzarono con l'accoppiata Hayao Miyazaki e Isao Takahata. Che colpo!
Il "trattamento Miyazaki" fu evidente e contribuì a costruire il personaggio di Lupin come molti di noi lo conoscono oggi: non solo furono arrotondati tutti gli spigoli del character design ma furono anche tolti gli aspetti troppo violenti. Lupin stesso divenne un personaggio più sbruffone e bonario, il mastino Zenigata venne riletto in chiave umoristica e pasticciona e l’anime in generale divenne più adatto alle famiglie nelle storie e nel linguaggio. Miyazaki, da buon marxista, impose un taglio più proletario affidando al protagonista una Fiat 500 (la stessa che guidava lui) e fece di Lupin un eroe maggiormente positivo, vagamente simile ad un Robin Hood giapponese, gentiluomo e romantico (e sfortunato) con le donne. Il carattere unico della prima serie, oscillante fra toni molto cupi ed il dinamismo tipico dello stile di Miyazaki, con personaggi agililissimi ed un ritmo incalzante, la rende ancora oggi la più amata dai fans. Peccato che fu un fiasco commerciale!
Sì, perché il grande successo venne solo molto dopo, con le repliche. Ci vollero ben sei anni perché si pensasse ad una seconda serie ma ormai il terreno era pronto perché fu di ben 155 episodi (contro i 23 della prima). Ormai il carattere dei personaggi era perfettamente definito, ben lontano da quello di Monkey Punch e dichiaratamente miyazakiano; da allora, i registi che si cimentarono nell'opera seguirono diligentemente la nuova rotta tracciata.
Nel '79 il Maestro venne richiamato per diriggere il suo primo lungometraggio, Lupin III - Il castello di Cagliostro, che lo consacra definitivamente (tra le altre cose) come "Padre di Lupin" e, quasi ad ossequio, gli vengono commissionati due episodi della nuova serie, il 145 e l'ultimo, il 155. Qui crea quelle che sono comunemente riconosciute come le puntate più belle della storia del Ladro Gentiluomo: Albatros, le ali della morte e I ladri amano la pace.
La parte più difficile, per un cultore di Miyazaki, è vedere questi episodi senza lasciarsi distrarre da tutti i riferimenti ai futuri film del Maestro: gli aerei, i loro duelli, le città, i robot e tutto quel mondo che, evidentemente, era già vivissimo nella sua mente ma che i suoi contemporanei non avevano ancora mai visto.
Questi episodi di Lupin, tutti con doppio audio e sottotitoli (non tutti in italiano perché, purtroppo, non esistono) vanno quasi a completare la mia filmografia di Miyazaki... ovviamente in attesa dell'uscita dell'ultimo lavoro promesso dal Maestro per i prossimi anni. Speriamo che questo 2019 lo aiuti a completarlo! :D


Auguro a tutti un
FELICISSIMO ANNO NUOVO!!!
Anche questo è passato, che il 2019 sia migliore per tutti. ^__^



 

venerdì 20 ottobre 2017

Panda! Go, panda! - Panda! Go, Panda! Il circo sotto la pioggia


Titolo originale: Panda kopanda (パンダコパンダ) - Panda Kopanda amefuri sākasu no maki (パンダコパンダ 雨ふりサーカスの巻)
Nazione: JAP
Anno: 1972-1973
Genere: Animazione, fantastico
Durata: 72' (39'+33')
Regia: Isao Takahata
Soggetto & sceneggiatura: Hayao Miyazaki

Trama:
La piccola Mimiko, dopo aver accompagnato la nonna a prendere il treno per un viaggio, rimane sola. Tornata alla sua abitazione, l'attende una sorpresa: due panda vi hanno trovato rifugio, un piccolo e il gigantesco padre. Innamoratasi di loro a prima vista, la piccola decide di viverci insieme senza immaginare i guai che ne deriveranno...
Nella seconda avventura, Mimiko e i suoi amici panda stringono amicizia con un tigrotto fuggito da un circo e che si è nascosto nella loro casa, accudendolo fino a quando il cucciolo non è pronto a tornare da sua madre. Successivamente, una forte pioggia crea un'ondata di piena che sommerge l'intero villaggio: i nostri eroi decidono di andare a salvare il loro amico e tutti gli altri animali del circo, in pericolo di annegamento e...

Commenti e recensione:
Takahata e Hayao Miyazaki sono agli albori della loro fortuna e nel 1971 i due autori hanno alle spalle l’insuccesso commerciale del capolavoro La grande avventura di Hols (sì, arriverà... prima o poi! ^_^), oltre al lavoro sulla prima serie di Lupin III. Inizialmente avrebbero voluto realizzare un adattamento animato di Pippi Calzelunghe ma, non avendo la stessa tenacia e fortuna di Walt Disney con l’autrice di Mary Poppins, si sentrono rispondere da Astrid Lindgren un secco NO! Quando il governo cinese regalò allo zoo di Ueno, Tokyo, due esemplari di panda gigante, decisero di cavalcare l’onda della "Pandamania" esplosa in Giappone girando un mediometraggio basandosi proprio sui tanti disegni preparatori che Miyazaki aveva realizzato per Pippi. Alla faccia di chi ha sempre immaginato il Maestro "superiore alle logiche di botteghino". XD
Il passo era semplice perché sia Pippi che Mimiko introducono il tema, caro ad entrambi, degli orfani. Se il mondo della Lindgren era stato traumatizzato dai disastri della Grande Guerra, nella generazione di Miyazaki e Takahata in Giappone è altissima l’incidenza di minori diventati orfani a causa della Seconda e questo è un fatto che ha segnato profondamente l’evoluzione dell’immaginario nipponico, almeno quanto la bomba atomica stessa. Quasi tutti i personaggi del duo, da quelli di Conan a La tomba delle lucciole e Laputa saranno orfani ma forti e determinati (con maggiore o minore fortuna ç_ç) mentre i pochi che hanno una famiglia ne saranno comunque separati.
Ma questo è il futuro! Nel 1971 troviamo Miyazaki che scrive, Takahata che dirige e Panda, Go Panda! che diventa un divertissement di due autori in vena di spensieratezza e desiderosi di realizzare un prodotto per bambini, lontano dalla complessità psicologica di Hols. Solo in filigrana rientrano i temi cari ai due artisti e anche i trascorsi nel seriale: la dinamica d’interazione fra l’indipendente Mimiko e la gente del suo paese (a metà fra il serio e il faceto) che riecheggia il lavoro di Takahata ne Lo specchio magico, mentre il dinamismo delle scene d’azione e la vena caricaturale che accompagna le autorità del posto risentono di Lupin III – e in un divertito ribaltamento dei ruoli troviamo anche Yasuo Yamada, doppiatore originale di Lupin, nella parte di un poliziotto. ^_^
Tecnicamente, i disegni prediligono il tratto chiaro e un certo senso di morbidezza delle figure, impostate all’immediatezza e pronte per essere ridisegnate dal pubblico più giovane, mentre l’animazione oscilla fra momenti più particolareggiati e altri basati più sulla forza espressiva dei sentimenti messi in campo che sulla precisione dei movimenti. La telecamera è quasi sempre ad altezza della bambina, se non più bassa, rendendo ancora più immediata l'immedesimazione dei più piccoli con la protagonista. La vena politica degli autori, all’epoca molto forte, resta in secondo piano ma si estrinseca in una visione al solito alternativa rispetto al modello giapponese tradizionale: la neo-comunità messa in piedi da Mimiko si propone infatti come velata satira della famiglia-tipo, dove domina sì un legame forte tra i componenti ma soprattutto una vena ironica, che trova la sua sublimazione nella divertita distruzione del nido e, successivamente, della città; il tutto affrontato con infantile entusiasmo e un ottimismo ravvisabile nel rapporto con le autorità. In questo modo, Papanda è sì costretto a tornare allo zoo ma in una dinamica da semplice “lavoro d’ufficio” che non gli impedisce la sera di tornare tranquillamente a casa per far baldoria con Pan e Mimiko. Col senno di poi, Panda, Go Panda! colpisce soprattutto per il lavoro d’anticipazione rispetto alle più celebrate opere dei due autori: le figure dei due Panda, infatti, precorrono nettamente le creature de Il mio vicino Totoro, mentre l’inondazione finale prefigura lo scenario di Ponyo sulla scogliera. Allo stesso tempo, il gusto per la caratterizzazione antropomorfa degli animali, in rapporto a una visione satirica della società, fornisce un primo stadio rispetto al lavoro che Takahata porterà avanti in Pom Poko. L’indipendenza di Mimiko – che della storia è la vera anima in grado di dirigere le azioni dei due Panda con la sua incontenibile energia – sebbene possa considerarsi un cascame del comportamento altrettanto giocoso e anticonformista di Pippi Calzelunghe, fornisce a sua volta un modello per i tanti bambini dal carattere forte che i due autori elaboreranno in futuro.
Panda, Go Panda! (e il suo sequel, che io continuo a considerare semplicemente un "secondo tempo") resta un delizioso esperimento d’autore, godibile per il sincero slancio di una visione capace, con semplicità, di portare avanti un’idea di cinema e di estetica. In Italia è rimasto inedito per quattro decenni ma nel 2012 è stato fortunatamente recuperato da Dynit, per la gioia di tutti gli appassionati che ne attendevano la riscoperta.
Il film era ed è destinato a un pubblico di bambini molto piccoli, infatti Miyazaki lo realizzò con l’obiettivo di farlo vedere al figlio appena nato, eppure... Sì, me lo sono goduto tutto. ^__^
Da (ri)vedere? Assolutamente! :D


venerdì 24 febbraio 2017

Il fiuto di Sherlock Holmes


Titolo originale: Meitantei Holmes (名探偵ホームズ)
Nazione: Giappone, Italia
Anno: 1984
Genere: Animazione, Azione, Mistero, Poliziesco
Durata: 25' a episodio - 26 episodi
Regia: Hayao Miyazak, Kyōsuke Mikuriya

Trama:
Il segugio Sherlock Holmes, con la sua immancabile pipa e berretto caratteristico, con l’aiuto del fidato amico, il dottor Watson, risolve casi di cronaca che mettono in crisi la stessa Scotland Yard. Deve inoltre confrontarsi con il professor Moriarty, ladro e farabutto che, con l’aiuto dei suoi due scagnozzi, riesce a mettere sempre in scacco l’ispettore Lestrade... Ma non il fiuto del grande Holmes!

Commenti:
Ci fu un periodo in cui l'animazione in Italia era di altissimo livello, sia creativo che imprenditoriale. Da quell'età dell'oro nacque una delle rarissime, e più riuscite, cooproduzioni occidentali con il Giappone e, nello specifico, tra la Rai e Tokyo Movie Shinsha. Sì, in quei tempi remoti MammaRai era persino capace di tanto!
All'inizio dell'81 nella Rever (l'ex Pagot Film, storica casa di animazione dei fratelli Nino e Toni Pagot e creatrice di Calimero, Jo Condor, Grisù e tanto altro) Marco Pagot immagina un personaggio tutto nuovo di Sherlock Homles e per realizzarlo mette gli occhi su un "giovane e promettente regista giapponese" di cui aveva ammirato, pochi anni prima, la serie televisiva "Conan ragazzo del futuro" e il lungometraggio "Lupin III: il Castello di Cagliostro": l'allora poco noto, soprattutto da noi, Hayao Miyazaki. La Tokyo Movie Shinsha era conosciuta, in Italia, solo per Lupin III ma aveva già al suo attivo produzioni che, nel giro di qualche anno, sarebbero diventati veri e propri cult, uno per tutti "Lady Oscar". Stimolata da una così prestigiosa partnership, la Rever si tuffa nella preproduzione, incaricandosi di realizzare il design dei personaggi. Nel frattempo a Tokyo comincia l’elaborazione dello storyboard, naturalmente affidato a Miyazaki.
Miyazaki doveva essere un discreto precisino (leggi: rompiscatole ^_^) già all'epoca perché, pur mantenendo in buona sostanza le idee di Marco, le stravolge su alcuni punti non secondari, come il personaggio di Mrs Hudson, più simile alle ragazze forti che caratterizzano tutta la sua opera che non alla vecchina in grembiule prevista nella prima stesura. Impone inoltre un numero esorbitante di lucidi (e quindi aumento di costi) che è tipico di tutta la sua produzione maniacale e che ha fatto la fama di tutte le sue opere.
I primi quattro episodi, e buona parte dei due successici, è pronta quando sul progetto si abbatte lo Stop da parte degli eredi inglesi di Conan Doyle. E tutto si ferma.
Due anni dopo, un già affermato Miyazaki porta nelle sale il suo primo capolavoro, Nausicaä. Al film si accompagna un mediometraggio in due episodi dal titolo "Meitantei Hoomuzu", una piacevole storia per bambini popolata da simpatici cani umanizzati, con protagonista l’investigatore Holmes ed con un curioso avviso nei titoli di testa: "questo film non ha nulla a che fare con lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle". L'indomita principessa della Valle del Vento fa letteralmente da traino al nostro arguto cane detective e, colmo della fortuna, contemporaneamente si risolve la vertenza con gli eredi di Doyle.
È il momento di cavalcare l’onda! L’entusiasmo convince la TMS a riaprire il cantiere sull’opera incompiuta. Certo, Miyazaki si è messo in proprio, non fa più parte dello staff, ma restano i suoi lavori preparatori; così le due puntate interrotte nel 1982 vengono completate e, in poco più di sette mesi sotto la regia di Kyōsuke Mikuriya, se ne aggiungono altre 20 realizzate partendo dagli storyboard originali. Col titolo definitivo di Meitantei Hoomuzu ("il grande investigatore Holmes", semplicemente Sherlock Holmes in Italia), nel novembre del 1984 la serie in 26 episodi esordisce sui teleschermi, trasmessa in contemporanea dalla TV Asahi in Giappone e da Rai Uno in Italia.
Da questo momento in poi, il destino assegna alla serie due parabole separate: mentre in Giappone si conferma tutto l’interesse già manifestato al cinema e poi rinnovato per anni, in Italia viene accolta molto distrattamente perché MammaRai aveva dei bei difetti anche allora: dopo tanto sforzo, si inventa infatti una disastrosa collocazione in palinsesto dove ogni episodio viene "spezzato" in quattro parti da 5 minuti ciascuna, tanto che sono necessari 4 giorni per vedere la fine di ogni puntata! Per chi, come il sottoscritto, ha vissuto quell'esperienza, più che un trauma fu un Tavor!
Ci sono voluti decenni, e la potenza dell'Home Video, perché si riscoprisse questo gioiello, se ne apprezzassero le qualità tecniche e narrative e lo strepitoso doppiaggio che lo rende ancora migliore dell'originale (che purtroppo non potrete sentire perché i DVD di Yamato non hanno la traccia giapponese >_<). Il doppiaggio italiano merita una nota ed un tributo a parte e, in particolare, il Moriarty di Mauro Bosco. Tutti i personaggi parlano in un italiano impeccabile ma lui no; lui non solo parla in un piemontese stretto da far invidia a certi filmati di Paperissima ma pare proprio essere torinese: di Torino centro, tant’é che se ne esce di continuo con il famoso intercalare "né?" e con discorsi sulla menta, apparentemente tanto cara ai Piemontesi (come non citare il ricorrente "Porca Ménta"?), sulla Polenta o su altro materiale non prettamente inglese. Ascoltare l'originale senza la sua voce è come vedere Stanlio in inglese: vale meno della metà! Proprio a Moriarty e ai suoi due incapaci aiutanti, Todd il tarchiato e Smiley lo smilzo, sono affidati i siparietti comici: avete presente il Trio Drombo? Uguale! XD
Dal punto di vista tecnico, Sherlock Holmes è una serie di gran lunga superiore agli standard dell’epoca (i passaggi cinematografici lo testimoniao), tanto da reggere tranquillamente il confronto con i prodotti odierni. L’animazione è molto fluida e supporta egregiamente i ritmi spesso serrati. Le ambientazioni sono sontuose, i fondali curati, il design dei personaggi è gradevole e delicato, e quello meccanico rispetta certe linee "protoindustriali" che gli estimatori di Miyazaki ben conoscono, qui perfettamente inserite nel contesto storico Edoardiano (un poco più recente rispetto ai racconti di Doyle). Il Maestro è sempre stato affascinato dalle prime macchine, dalle suggestioni pionieristiche, gli stili, i design che caratterizzarono gli albori della tecnologia, in special modo per ciò che riguarda l’aviazione e il tema è ricorrente anche qui, dove certe scene possono considerarsi una sorta di preludio a Porco Rosso. In conclusione (ma solo perché ho già scritto troppo!), Sherlock Holmes è un cartone molto curato, dai toni leggeri, spettacolare ma composto, divertente ed educato. Niente violenza se si eccettua qualche scazzottata qua e là e comunque all’insegna della comicità più docile; i buoni vincono sempre e i cattivi non muoiono mai, anche perché, in fin dei conti, si tratta di cattivi simpatici. Puro Miyazaki ma made in Italy! :D

mercoledì 31 dicembre 2014

Si alza il vento






Titolo originale: Kaze Tachinu (風立ちぬ)
Nazione: JAP
Anno: 2013
Genere: Animazione, Drammatico, Biografico
Durata: 126'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Jiro Horikoshi è un ragazzo con la passione degli aeroplani che nelle sue proiezioni oniriche incontra il proprio idolo, il grande ingeniere aeronautico italiano conte Caproni, a cui confida di voler diventare anch'egli progettista. Durante l'università assisterà al terribile terremoto del '22 (scena che entrerà di sicuro negli annali del cinema!) e poi troverà lavoro alla Mitsubishi. Studiando la più avanzata tecnologia tedesca cercherà di mettere a punto qualcosa di ancora più innovativo, in grado non solo di colmare il gap che separa il Giappone dagli altri paesi ma anche di superarli. È in questo contesto che incontrerà l'amore della sua vita, la donna che lo accompagnerà nel processo creativo.

Commenti
C'è un'evidente identificazione tra il progettista di aerei e il disegnatore, il creatore di macchine e il creatore di sogni, un binomio che in Miyazaki, figlio di un ingegnere aereo, è particolarmente forte (quante volte nei suoi cartoni abbiamo visto meccanismi o veicoli volanti da lui inventati) e che trova momenti di rara bellezza nel sogno di Jiro e del conte Caproni (avendo le stesse aspirazioni i due si incontrano sempre nei medesimi sogni) ma forse anche dell'autore, di poter camminare liberamente sugli aerei mentre sono in volo. Jiro Horikoshi, è probabilmente il miglior personaggio maschile mai scritto dal regista e, non a caso appare come un alter ego di Miyazaki (a doppiarlo in originale è il suo altro gemello, Hideaki Anno), amante del volo ma schifato dalla guerra, sostenitore del fatto che gli aerei non debbano avere mitragliatrici ma autore dei modelli poi affidati ai kamikaze, un uomo che sogna un bombardiere caricato con famiglie invece che armi.
Eppure è nella seconda parte che il film scivola dolcemente nel melò e dove il maestro dà il meglio, con una storia d'amore lieve e commovente come suo solito ma anche più matura che in passato. Miyazaki torna a descrivere le emozioni più elevate, a raccontare lo splendore di essere vivi in questo pianeta, unito all'esigenza di continuare a vivere nonostante tutto, utilizzando uno stile che rifiuta il tratto grosso e si ostina a dimostrare come si possano toccare le corde più profonde e stimolare gli stordimenti emotivi più vertiginosi attraverso lo stile più delicato e sottile possibile.
Il testamento artistico di Miyazaki, che per la sesta e (pare) ultima volta ha annunciato il suo ritiro ç_ç, è la catarsi irrisolta, autobiografica e trasudante umanità di un pacifista che ammira la bellezza degli aerei da guerra, di un privilegiato che, al contrario di quasi tutti i suoi concittadini, non ha vissuto gli stenti della guerra. Si alza il vento è il modo più doloroso per dire addio a un genio che sceglie la pensione ma, come insegna il film, «dobbiamo provare a vivere». O forse la vera risposta viene proprio dalla bellissima Nahoko: "vivere è una cosa bellissima".
Grazie Miyazaki Sensei!



AUGURO A TUTTI UN
FELICISSIMO 2015!!!

venerdì 7 giugno 2013

Conan - Il ragazzo del futuro


Titolo originale: Mirai Shounen Conan (未来少年コナン)
Nazione: JAP
Anno: 1978
Genere: Animazione
Durata: 24' a episodio - 26 episodi
Regia: Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Keiji Hayakawa
audio/video: 10

Trama:
Nell'estate del 2008 (che una volta era il futuro mentre ormai è il presente ^_^) la Terra verrà sconvolta da una nuova guerra globale; in questo futuro post nucleare, il mondo è stata quasi completamente sommerso dagli oceani. Indastria, un'isola iper-tecnologica, è la nuova capitale mondiale, mentre Conan è l'unico sopravissuto di un gruppo di astronauti che avevano tentato di scappare dalla Terra durante la caduta delle bombe nucleari. Incontrerà una ragazza di nome Lana che verrà rapita dai soldati di Indastria. Conan la seguirà e cercherà di salvarla.

Commenti
L'artefice principale di questo successo senza tempo, per il quale quest'anime fu anche il primo vero incarico direttivo della carriera, è un autore che ormai non ha più bisogno di presentazioni: Hayao Miyazaki.
Nonostante il peso degli anni questo piccolo capolavoro conserva una tale freschezza ed efficacia nel tratto dei disegni e nelle animazioni da far restare a bocca aperta; una volta cominciata l'avventura ci si dimentica di avere davanti un "vecchio cartone" e ci si immerge letteralmente nella storia. Dietro il marcato spirito di avventura che impernia la serie si sviluppano temi e interrogativi etici tutt'altro che obsoleti o banali, trattati con un atteggiamento sottilmente critico: ne scaturiscono una profonda coscienza ecologista e una condanna all'uso scriteriato della scienza quanto mai attuale a oltre trent'anni di distanza.
Conan è una delle più grandi serie di sempre, fa sognare da generazioni e continuerà a farlo, è avventura allo stato puro, un "incredibile viaggio", un classico Meisaku in cui oriente e occidente s'incontrano per creare un'opera dal linguaggio universale di sublime bellezza, adatto a tutte le età.
Questa versione contiene entrambe le tracce audio in italiano (la versione della Yamato e quella originale) più, naturalmente, quella in giapponese.

martedì 26 febbraio 2013

La collina dei papaveri


Titolo originale: Kokuriko-zaka kara (コクリコ坂から)
Nazione: JAP
Anno: 2011
Genere: Animazione
Durata: 91'
Regia: Goro Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Yokohama, 1963. Umi è una liceale che si occupa a tempo pieno della casa e della famiglia. Sua madre è una professoressa universitaria, emancipata e assente, mentre il padre si è perduto in mare e in suo onore Umi non manca mai un giorno di alzare le bandierine al vento, dalla casa sul porto, senza sapere che il rimorchiatore del padre di Shun risponde regolarmente al saluto. Umi (che significa mare) e Shun si incontrano durante la lotta intrapresa da un collettivo di studenti per contrastare lo smantellamento del Quartier Latin, un edificio storico che fa parte del complesso scolastico. Sono estranei ma presto si scopriranno uniti da un segreto più grande e più vecchio di loro.

Commenti
Questo è il primo lungometraggio di Goro Miyazaki (Terramare infatti non lo considero proprio e, secondo me, non lo sente suo neanche lui!) ed è un film sull'amore inteso come dedizione. Campione d'incassi in Giappone nel 2011 e vincitore del premio per la Migliore Animazione, La Collina Dei Papaveri fotografa l'innocenza di un nuovo amore così come la bellezza dei paesaggi e delle ambientazioni. Con la ricca gamma di colori e esterni mozzafiato di altissimo valore artistico, La Collina Dei Papaveri offre una pura e suggestiva rievocazione del passato che decreta l'ennesimo trionfo creativo di Studio Ghibli. Tra le tracce audio ho lasciato anche quella in francese perché molto più godibile della traduzione, sempre più involuta e contorta, di Gualtiero Carnassi che dovrebbe decidersi a fare un'altro lavoro. Già da tempo contesto le sue "traduzioni" in quanto perdono completamente lo spirito del testo prediligendone esclusivamente la lettera. Detto questo, però, ho trovato questo film BEL-LIS-SI-MO e lo consiglio davvero a tutti.
A proposito: nei sottotitoli ho aggiunto anche la traduzione del messaggio delle bandiere di segnalazione (foto 1). Significa, genericamente, "Buona Navigazione", ed è importante (anche se non essenziale) per la comprensione del film. Mi chiedo perché, avendo tradotto davvero "di tutto!", si siano lasciati scappare questo messaggio.

Un caloroso "Grazie!" a Kike che me lo ha fatto conoscere l'anno scorso (http://ranmafan-reup.blogspot.com/2012/06/metropolis-2001.html#comment-form). ^_^

venerdì 3 agosto 2012

Porco Rosso


Titolo originale: Kurenai no Buta (紅の豚)
Nazione: Giappone
Anno: 1995
Genere: Animazione
Durata: 96'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Marco Pagot è un asso dell'aviazione militare italiana che, in un misterioso incidente durante la Prima Guerra Mondiale, al quale sopravvive miracolosamente, assume per magia l'aspetto di un maiale antropomorfo. Abbandona dunque l'aeronautica e la vita mondana (compreso l'amore per Gina, la bella cantante di un night club allestito su un'isola e frequentato da contrabbandieri) e si ritira sulla costa dalmata, guadagnandosi da vivere con le taglie poste sui pirati dell'aria che combatte con il suo idrovolante dipinto di rosso (da cui il soprannome "Porco Rosso"). Il film segue le sue avventure tra l'Istria e Milano, in un'Italia immaginaria (ma non tanto) mostrata da splendide vedute aeree, nel conflitto con il pilota americano Donald Curtis, con i pirati e con il fascismo e nell'amicizia con una giovanissima meccanica Fio Piccolo.

Commenti
Amore, umorismo, scene di volo spettacolari ed un pizzico di nonsense (in una scena di duello aereo due rivali esauriti i proiettili cominciano a tirarsi chiavi inglesi e altra roba da un aereo all'altro): ecco gli ingredienti del film di Miyazaki più divertente e spensierato. La cura maniacale messa da Miyazaki nella ricostruzione del territorio italiano è quasi fotorealistica e le scene di combattimento aereo lasciano senza fiato. Singolare a tal proposito il momento in cui Porco decolla col suo idrovolante dal naviglio grande di Milano. Osannato in Francia dove il famoso attore Jean Reno ha doppiato il protagonista, Porco Rosso è stato distribuito in tutto il mondo, ovviamente Italia esclusa fino all'anno scorso. >_< Il nome del protagonista, Marco Pagot, è un omaggio ai fratelli Nino e Toni Pagot, famosi fumettisti italiani, creatori ad esempio del personaggio di Calimero, e i cui figli Marco e Gi (Gina) Pagot hanno collaborato con Miyazaki alla creazione della serie di animazione Il fiuto di Sherlock Holmes. Uno dei personaggi della storia è un aviatore ex commilitone di Porco Rosso, di nome Ferrarin. Un aviatore di nome Arturo Ferrarin è realmente esistito, e nel 1920 ha coperto per la prima volta il percorso aereo Roma-Tokyo. Ho voluto lasciare in questa versione anche il doppiaggio francese perché è, a mio avviso, di gran lunga il migiore al mondo (cosa rara). Tanto per capirci, la voce di Porco Rosso è quella di Jean Reno! In aggiunta al film, un piccolo bonus: l'OST originale completo!

domenica 29 aprile 2012

Il castello nel cielo - Laputa



Titolo originale: 天空の城ラピュタ Tenku no shiro Rapyuta
Titolo ENG: Castle in the Sky
Titolo ESP: El castillo en el cielo
Nazione: Japan
Anno: 1986
Genere: Animazione
Durata: 124'
Regia: Hayao Miyazaki
Audio/Video: 10

Trama:
Sheeta è una ragazza discendente dall'antica e potentissima città volante di Laputa. 700 anni prima, la famiglia reale a Laputa era dovuta scappare sulla Terra per via di una rivolta. L'unico ricordo della città è un ciondolo capace di far lievitare le persone, in mano appunto a Sheeta. Inseguita da vari nemici che si vogliono impossessare del ciondolo, Sheeta piomba in un villaggio dove conosce Pazu, l'unico ragazzo a credere ancora nell'esistenza di Laputa, divenuta ormai una leggenda. Insieme cercheranno di ritornarvi.

Commenti:
"Laputa – Castello nel cielo”, premiato in Giappone come miglior film d’animazione del 1986, non è forse tra i capolavori di Miyazaki, ma racchiude in sé tutti quegli elementi tanto cari al regista giapponese. La storia di questo suo terzo lungometraggio, ad esempio, è semplice, lineare, e contrappone il desiderio di potenza e guadagno dell’uomo adulto alla spensieratezza e alla purezza dell’animo di due bambini legati dal sottile filo del destino. L’animazione e la cura del dettaglio poi sono una gioia per gli occhi: i disegni di paesaggi di natura incontaminata riescono a trasmettere un senso di tranquillità e a rilassare lo spettatore, che non è mai chiamato a prendere posizione nella contrapposizione tra bene e male. Semplicemente, il bene viene disegnato come l’unica alternativa ammissibile: non si deve pensare neanche per un momento di poter anche solo giustificare le mire degli antagonisti. L’unica cosa che la pellicola richiede è di adagiarsi sulla poltrona e lasciarsi cullare dall’incantesimo di una storia che strizza l’occhio al bambino che è in noi. Anche se non raggiunge i livelli di film come “Il castello errante di Howl”, “Laputa – Castello nel cielo” è apprezzabilissimo nel modo in cui riesce a trattenere l’attenzione dello spettatore e a suscitare in lui sensazioni di quiete, nonostante le numerose sequenze di azione. Un “must” per tutti i fan del regista Miyazaki.

martedì 10 aprile 2012

Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento



Titolo originale: Karigurashi no Arrietty (借りぐらしのアリエッティ)
Nazione: JAP
Anno: 2010
Genere: Animazione
Durata: 94'
Regia: Hiromasa Yonebayashi
audio/video: 10

Trama:
Sotto il pavimento di una grande casa nella campagna di Tokyo, vive la quattordicenne Arrietty con la madre e il padre. Sono una famiglia di “rubacchiotti”, alti dieci centimetri, che prendono in prestito dagli umani tutto ciò che serve loro per sopravvivere ma in piccolissime quantità, in modo che nessuno se ne accorga e possa scoprire la loro esistenza. Arrietty, però, in una delle sue incursioni nel giardino della casa viene vista da Sho, un ragazzino umano di 12 anni che soggiorna lì, presso la zia, in attesa di una rischiosa operazione al cuore. Nonostante la cosa scateni il terrore nei genitori, che si preparano immediatamente a traslocare, Arrietty capisce di potersi fidare di Sho e tra i due nasce una breve ma importante amicizia.

Commenti:
Per il suo esordio il regista giapponese Hiromasa Yonebayashi, dopo una lunga gavetta presso lo Studio Ghibli sotto l’egida del maestro Hayao Miyazaki, sceglie di adattare il celeberrimo The Borrowers (I Rubacchiotti) di Mary Norton. Inutile dire che Yonebayashi ha indubbiamente assorbito, grazie ad una sorta di osmosi artistica e un notevole talento e sensibilità, il tocco fabulistico del mentore Miyazaki, che per il debutto del suo pupillo si occupa di adattare la sceneggiatura che mantiene l’inconfondibile stile che ha reso lo Studio Ghibli una garanzia.

venerdì 3 febbraio 2012

I sospiri del mio cuore



Titolo originale: Mimi wo sumaseba (耳をすませば lett. "Se tendi l'orecchio")
Titolo internazionale: Whisper Of The Heart
Nazione: JAP
Anno: 1995
Genere: Animazione
Durata: 107'
Regia: Yoshifumi Kondo
Sceneggiatura e soggetto: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Shiziku è un'adolescente innamorata dei libri. Quando scopre che i romanzi presi in biblioteca sono gli stessi che un altro ragazzo ha letto prima di lei, comincia a guardarsi attorno per scovare lo sconosciuto. Ad un certo punto comprende, grazie anche all'aiuto di un gatto incontrato per caso su una metropolitana, l'identità di questo misterioso ragazzo...

Commenti:
Scritto da Hayao Miyazaki, che ne ha anche realizzato lo storyboard, I Sospiri del mio Cuore ha segnato il debutto alla regia di Yoshifumi Kondo: classe 1950, Kondo è stato un collaboratore di lunga data di Miyazaki e Isao Takahata nei ruoli di animatore, animatore chiave, direttore delle animazioni e character designer di tante opere dei due fondatori dello Studio Ghibli, da Anna dei capelli Rossi e Conan il ragazzo del futuro a Una Tomba per le Lucciole, Porco Rosso e Pom Poko. Sfortunatamente il destino ha portato via questo talentuoso artista a soli 47 anni, appena tre anni dopo l’uscita di questo suo film, che, visto il risultato finale, lasciava intendere l’inizio di una brillantissima carriera dietro la macchina da presa e una validissima alternativa ai suoi maestri nelle future opere dello studio.

domenica 13 marzo 2011

Nausicaä della Valle del Vento



Titolo originale: Kaze no tani no Naushikai
Nazione: Japan
Anno: 1984
Genere: Animazione
Durata: 117'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Il pianeta, in seguito ad una catastrofica guerra di sette giorni (detti "di fuoco"), non è altro che una landa desolata, in gran parte desertica, un mondo contaminato, avvelenato ed in larga parte sterile a causa delle possenti radiazioni sprigionate dalle mostruose creature biomeccaniche partecipanti al conflitto bellico. I pochi superstiti dell’olocausto si sono riuniti in piccole e sparute comunità mentre la grande foresta tossica continua inarrestabile a cibarsi del poco terreno fertile rimasto. Nausicaä è la figlia del re della Valle del Vento, ed è dotata di misteriosi e potenti poteri telepatici che le permettono di percepire i più profondi e intimi sentimenti che risiedono nel cuore sia delle persone che degli insetti mutanti che abitano la foresta. La pacifica ed innocua Valle del Vento è improvvisamente, e senza apparenti valide motivazioni, invasa dalle forze dell’Impero di Tolmekia e sarà costretta suo malgrado ad allearsi con le truppe imperiali per combattere il minaccioso ed ostile Regno di Dorok.

Commenti
Il secondo lungometraggio di Hayao Miyazaki, datato 1984, è il primo a portare il marchio dello Studio Ghibli, ed è anche il primo in cui molte delle tematiche predilette dal regista vengono fuori in modo chiaro. Questo film, diciamolo subito, è un bellissimo, poetico inno all'ecologismo e al pacifismo, un duro atto d'accusa contro la tendenza umana a distruggere e ad autodistruggersi, e un apologo del rispetto della natura e della vita, in qualunque forma esse si presentino.
Un film che svetta all'interno della sua produzione sia per il lirismo delle sue immagini e delle sue atmosfere, che per l'universalità dei temi trattati; putroppo, questo è anche il film più difficilmente reperibile tra tutti quelli di Miyazaki, con una sola trasmissione televisiva in Italia (sulla RAI nel lontano 1986, da cui la traccia audio che vi propongo), e nessuna distribuzione ufficiale al di fuori del Giappone (nonostante i diritti per il mercato occidentale siano stati per tanto tempo in mano alla Disney). Speriamo che, dal passagio di consegne alla Lucky Red le cose possano presto cambiare, perché il fatto che un film simile sia relegato nella categoria degli "invisibili" (categoria che, grazie alla diffusione del DVD, si è negli ultimi anni ridotta considerevolmente) ci sembra davvero un peccato mortale.
Coinvolgente, emozionante, struggente in molti momenti, Nausicaa è il più famoso film del regista e in esso troviamo tutte le tematiche a lui più care: dai temi naturalstici ed ambientalisti, alla critica del progresso senza freni, all'antimilitarismo più tenace e convinto. Pietra miliare dell'animazione giapponese.

giovedì 30 dicembre 2010

La città incantata - Spirited Away



Titolo originale: Sen to Chihiro no kamikakushi (千と千尋の神隠し)
Nazione: Japan
Anno: 2001
Genere: Animazione
Durata: 125'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
La piccola Chihiro sta viaggiando con i genitori verso la sua nuova casa. Improvvisamente il padre e la madre vengono attratti da alcune strane rovine. Affascinati e affamati si fermano per dare un'occhiata e per cercare qualcosa da mangiare. Nel frattempo la bambina si guarda intorno: quando cala la notte le porte di un nuovo straordinario mondo si aprono per lei. Per ritornare al suo mondo e riabbracciare i genitori, Chihiro affronterà avventure incredibili, conoscerà personaggi straordinari e imparerà il senso dell'amicizia.

Commenti
Vincitore dell 'Orso d'oro a Berlino 2002 (ex aequo con Bloody Sunday), uno dei film più interessanti della cinematografia nipponica recente ha dovuto attendere la conquista dell'Oscar per il miglior film d'animazione per poter accedere ai nostri schermi. Meglio tardi che mai.
La decenne Chihiro cambia casa con la famiglia. Dopo aver attraversato un tunnel si trova in un mondo inaccessibile normalmente agli umani. E' abitato da dei minori e da strani esseri. La bambina può rimanere solo se ubbidirà alla strega Yubaba e rinuncerà al proprio nome. Nel frattempo i suoi genitori sono stati trasformati in maiali e lei dovrà darsi da fare per salvarli.
Hayao Miyazaki è uno dei maestri dell'animazione. Akira Kurosawa diceva di lui: "Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello." Questo film merita il giudizio dell'Imperatore del cinema giapponese sia per l'intreccio che per la qualità del disegno che mescola serialità e genio.

lunedì 2 agosto 2010

Princess Mononoke



Titolo originale: Mononoke Hime (もののけ姫)
Titolo ENG: Princess Mononoke
Nazione: Japan
Anno: 1997
Genere: Animazione
Durata: 150'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Il giovane principe Ashitaka, ultima speranza di un popolo decimato da un non meglio specificato imperatore, lascia il suo villaggio in cerca di qualcosa che lo possa liberare da una terribile maledizione. Nel suo viaggio, Ashitaka salva due uomini dalle acque di un fiume e attraversa insieme a loro la grande Foresta, incontrando gli spiriti degli alberi e il grande Dio Cervo, lo spirito della Foresta stessa. I due uomini lo conducono alla Città del Ferro, una piccola comunità che sta cominciando a sviluppare la tecnologia sfruttando il ferro estratto dalle montagne. La padrona della città, la signora Aeboshi, ha creato una piccola isola di produttività e di uguaglianza sociale, ma per farlo ha violentato la Foresta, bruciando gli alberi e uccidendo gli animali. Aeboshi ha una nemica, una misteriosa ragazza chiamata San che vive nella foresta come figlia adottiva della dea Lupo, e che insieme ai suoi fratelli lupo combatte gli umani per salvare la Foresta. Ashitaka si troverà coinvolto in due guerre, quella di Aeboshi contro il Dio Cervo e quella del signore delle terre vicine contro la Città del Ferro. E tra magia e palle di cannone, il giovane principe scoprirà qual è il suo posto nel mondo?

martedì 27 luglio 2010

Ponyo sulla scogliera



Titolo originale: Gake no Ue no Ponyo (崖の上のポニョ)
Titolo ENG: Ponyo on the Cliff by the Sea
Titolo FRA: Ponyo sur la falaise
Titolo ESP: Ponyo en el acantilado
Nazione: Giappone
Anno: 2008
Genere: Animazione
Durata: 101'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Un bambino di 5 anni, Sosuke, un giorno incontra Ponyo. Ponyo é una creatura straordinaria, é la regina dei pesci rossi, ma il suo più gran desiderio é quello di diventare un essere umano; Sosuke cercherà di aiutarla ad esaudirlo ma il padre di Ponyo, Fujimoto – una volta umano e ora stregone che abita i fondali marini – la obbliga a tornare con lui nelle profondità dell'oceano.

Commenti:
Ogni opera prodotta dal genio di Hayao Miyazaki, ogni storia venuta fuori dalle sue matite è sempre un vero successo, ed è capace di colpire al cuore e tirar fuori il bambino che c’è in ognuno di noi, aprendo e liberando il cuore da ogni peso. E con "Ponyo on the cliff by the sea", il pluripremiato regista giapponese non si smentisce di certo. Il film d’animazione, presentato alla 65ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, è una autentica favola contemporanea. Poesia fatta a mano.

lunedì 26 luglio 2010

Il mio vicino Totoro


Titolo originale: Tonari no Totoro (となりのトトロ)
Titolo FRA: Mon voisin Totoro
Nazione: JAP
Anno: 1988
Genere: Animazione
Durata: 86'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Satsuke e sua sorella Mei si trasferiscono in una casa di campagna, insieme al padre, per stare vicino alla madre ricoverata in ospedale. Le due ragazze scoprono che la foresta vicino alla loro nuova abitazione è abitata da creature magiche chiamate Totoro. Grazie all'amicizia con questi strani personaggi, le due ragazze iniziano fantastiche avventure...

Commenti:
Dolcezza e poesia: queste sono le parole che esprimono al meglio "Tonari no Totoro" (Il mio vicino Totoro), delicata favola per bambini di Hayao Miyazaki ma largamente godibile anche dagli adulti.
A differenza di altre opere di Miyazaki, in questo film non vi sono grandi epopee o avventure; non vi sono grandi segreti da svelare, ne miti da vivere; la trama è molto semplice, e rappresenta solo uno spaccato di vita di una famiglia trasferitosi nel Giappone rurale degli anni '50.Il regista ha puntato tutto sulla semplicità, sulla poesia e sulla delicatezza della vita di due sorelline alle prese con ambiente a loro, in un certo senso, totalmente nuovo.
Miyazaki sembra esprimere una sorta di nostalgia per uno stile di vita e per le abitudini di un Giappone che oramai è in procinto di cambiare completamente, e che non esiste più.

mercoledì 19 maggio 2010

I racconti di Terramare



Titolo originale: Gedo Senki
Nazione: Japan
Anno: 2006
Genere: Animazione
Durata: 115'
Regia: Goro Miyazaki

Trama:
I draghi hanno invaso il mondo degli umani e qualcosa o qualcuno ha spezzato l'equilibrio di "terramare". Gli animali muoiono, il raccolto è compromesso, gli uomini impazziscono e i figli uccidono i padri. Arren giovane principe di Enland colpevole di parricidio, fugge dal castello inseguito e tormentato da un'ombra, la sua parte oscura e malvagia. Sulla strada per Hort Town incontra Sparviere, arcimago saggio e potente alla ricerca della causa che ha alterato l'armonia del mondo, Tenar, un'ex sacerdotessa e custode delle Tombe di Atuan e Therru, un'orfana di rara sensibilità che nasconde un segreto. Insieme scopriranno le oscure trame di Aracne, un antico mago che brama la vita eterna. Arren lo affronterà riscattando il proprio peccato, ristabilendo l'equilibrio e riconsegnando le tenebre alla luce.

Il castello errante di Howl



Titolo originale: Hauru no ugoku shiro
Nazione: Japan
Anno: 2004
Genere: Animazione
Durata: 119'
Regia: Hayao Miyazaki
Audio/Video: 10

Trama:
Sophie ha diciotto anni e ogni giorno lavora instancabilmente nel negozio di cappelli del suo defunto padre. Un giorno, durante una rara escursione in città, per caso incontra il Mago Howl. Howl è ardito e bello, ma come tutti i maghi un po' smidollato. La Strega della Spazzatura, equivocando la natura del loro rapporto, getta una maledizione su Sophie, trasformandola in una novantenne rugosa. Sophie va via di casa e girovaga in una distesa desolata dove per caso entra nel castello mobile di Howl. Nascondendo la sua identità, diventa la donna delle pulizie. La vecchia petulante Sophie rimette a posto la casa, con molto più brio di quanto ne avesse in origine. Cosa farà Sophie e cosa capiterà tra lei e Howl?

Kiki consegne a domicilio



Titolo originale: Majo no Takkyubin
Nazione: Giappone
Anno: 1989
Genere: Animazione
Durata: 103'
Regia: Hayao Miyazaki
audio/video: 10

Trama:
Kiki è una giovane strega, raggiunto il tredicesimo anno di età, Kiki deve rispettare la tradizione delle streghe, andare ha vivere da soli in una città e iniziare un'attività per essere autosufficenti.

Commenti:
Kiki consegne a domicilio è un film d'animazione del 1989 di Hayao Miyazaki, ricco di fantasia e vitalità, che incuriosisce e fa sognare. Ci insegna a coltivare e a maturare le virtù che abbiamo dentro e a non scoraggiarci mai di fronte alle difficoltà.
Continua l'equivalenza Miyazaki=capolavoro e Kiki non fa eccezione. In particolare questo film contiene una brevissima sequenza che è la mia preferita in assoluto nell'animazione nipponica: quella in cui, all'inizio del film, Kiki si veste aiutata dal papà e si aggiusta il vestito. Bisogna vederla per capire quanto può essere "vera" e quanto un prodotto di animazione possa essere realizzato "con cura".
Il film è allegro e spensierato, lontano dai toni epici di Nausicaä o Mononoke eppure è assolutamente coinvolgente. Non aspettatevi storielle di maghette che si trasformano con formule magiche e diventano delle idol. Kiki è una ragazzina vera come tante altre... solo che vola anche su una scopa. Da non perdere in nessun caso.

Lupin III - Il castello di Cagliostro



Titolo originale: Rupan sansei: Kariosutoro no shiro
Nazione: Japan
Anno: 1979
Genere: Animazione
Durata: 100'
Regia: Hayao Miyazaki
Audio/Video: 10

Trama:
Nuova edizione rimasterizzata del film del 1979, con le voci originali della serie tv nella versione italiana. Lupin ed il compagno di mille avventure Jigen hanno scoperto la fonte delle banconote false che stanno mettendo in ginocchio l'economia mondiale: il piccolo paese di Cagliostro, governato dall'omonimo conte, che, tra le mura del suo castello, tiene imprigionata la bella principessa Clarissa, che conosce la chiave per un fantastico tesoro. Il piano di Lupin é quello di liberare la ragazza, dare una lezione ai truffatori e naturalmente prendersi il tesoro. Riuscirà nella sua impresa il nostro eroe?

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