lunedì 5 dicembre 2016

Breve (?) pausa





Niente di grave, non preoccupatevi!!!
Purtroppo il mio PC ha deciso che la sua ora è definitivamente giunta. Ero quasi pronto a postare un nuovo titolo (loggiuro!^__^) ma mi sa che dovrete aspettare ancora un pochino.
Quanto? Beh, si vedrà da come vanno gli incassi del mese e da cosa riesco a trovare che non costi come tre affitti ed un mutuo in banca! XD

Spero davvero di tornare presto, a costo di installare i vecchi programmi su questo giocattolino (che ha una tastiera con tutti i pulsanti spostati >_<) e postare i film uppati per le emergenze. Nel frattempo, BUON DIVERTIMENTO

...con quello che già avete. :-/

venerdì 18 novembre 2016

Il prefetto di ferro


Titolo originale: Il prefetto di ferro
Nazione: Italia
Anno: 1977
Genere: Drammatico, Storico, Azione, Western
Durata: 110'
Regia: Pasquale Squitieri
Cast: Giuliano Gemma, Claudia Cardinale, Francisco Rabal, Stefano Satta Flores, Enzo Fiermonte

Trama:
Cesare Mori, già noto per la sua inflessibilità nel tutelare lo Stato e la Legge, viene mandato a Palermo verso la fine degli anni '20 quale Prefetto e con eccezionali poteri. Quando una famiglia intera viene sterminata per atterrirlo, reagisce affrontando personalmente e uccidendo il boss Antonio Capecelatro. Raccolti numerosi indizi, ma impossibilitato ad agire legalmente per la mancanza di prove o di testimonianze, il Prefetto decide di spaventare i mafiosi e nello stesso tempo di ridare al popolo fiducia nello Stato ma...

Commenti:
Tratto dall’omonimo romanzo di Arrigo Petacco e sceneggiato dallo stesso Petacco in collaborazione con il regista Squitieri sulla base di un soggetto cui ha collaborato anche Ugo Pirro, “Il prefetto di ferro” è totalmente incentrato sulla figura del prefetto Cesare Mori (ottimamente interpretato da un intenso Giuliano Gemma in stato di grazia). Figura difficilissima da gestire, soprattutto alla fine dei '70, in pieni "anni di piombo". Squitieri subì il duplice ostracismo della sinistra, che lo ha accusato di fare apologia del fascismo, e della destra, per opposti motivi. Erano anni così. Eppure sia il personaggio, tutt'altro che senza macchia, che il film hanno uno spessore che merita di essere ristudiato. Il fuoco si combatte col fuoco o con la legge? Difficile rispondere, sia allora che oggi. Difficile farlo, soprattutto, in balia delle etichette politiche, sempre pronte ad appiccicarsi inesorablimente! È proprio per questo che Squitieri scelse un'impostazione da puro film western per raccontare una storia "senza tempo" che è diventata, soprattutto all'estero, un vero cult. Adattissime quindi le musiche di Ennio Morricone, sempre magistrali e incisive, e il famoso tema principale “La ballata del prefetto Mori” (musicata da Morricone con testo di Ignazio Buttitta) e interpretata da Rosa Balistreri, una delle voci popolari siciliane più affascinanti. Alla fine possiamo tranquillamente affermare che con questa sua opera Pasquale Squitieri si conferma uno dei registi più sottovalutati del panorama italiano. Guai a perdersela. :D

domenica 13 novembre 2016

Brisby e il segreto di NIHM


Titolo originale: The Secret of Nimh
Nazione: USA
Anno: 1982
Genere: Animazione, Avventura, Fantastico
Durata: 82'
Regia: Don Bluth

Trama:
La signora Brisby, una topolina di campagna rimasta vedova, vive con i suoi quattro figli all'interno di un vecchio mattone nel campo del contadino Fitzgibbon. Brisby si sta preparando a traslocare, in quanto si sta avvicinando il periodo in cui Fitzgibbon ara il campo con un trattore, ma è impossibilitata a farlo dato che il figlio Timothy è gravemente malato. Pur di salvare la sua famiglia chiede aiuto all'inquietante Grande Gufo che la reindirizzerà verso la colonia di ratti stanziata sotto il cespuglio di rose. Brisby scoprirà che i ratti del rovo sono in possesso di una tecnologia pari se non superiore a quella degli esseri umani, frutto di un'intelligenza fuori dal comune conseguita dopo i misteriosi esperimenti subiti all'Istituto Nazionale di Igene Mentale (il NIMH del titolo), nei quali fu coinvolto anche il suo defunto marito e...

Commenti:
Talento ribelle della scuderia Disney, Bluth è subito stato soprannominato l’anti-Disney che, in questo caso, è l’understatement del secolo! Fin da questo suo primo lungometraggio rivela la sua inclinazione verso quella parte più cupa del mondo delle favole: Grimm piuttosto che Perrault. Cosa c’è di più spaventoso per un bambino che il tema della vivisezione? L’idea che i crudeli "Adulti in Camice Bianco" prendano animaletti graziosi e indifesi per torturarli a piacimento è giustamente una prospettiva aberrante e spaventosa, specie se condita di sequenze allucinate, scene di dolori atroci, musica drammatica, il tutto senza andare tanto per il sottile. Poi siamo cresciuti e ci rendiamo conto che il messaggio è molto più profondo! I ratti scoprono di avere una coscienza, di sapere improvvisamente pensare, leggere, comunicare: hanno mangiato il frutto dell’albero della conoscenza e sono caduti dalla condizione edenica di beata ignoranza confrontandosi, per la prima volta, con i dilemmi etici delle creature più complesse. L’intelligenza, dice giustamente Bluth ai piccoli spettatori (e ancor di più ai loro genitori), è difficile da gestire e porta inevitabilmente sia conseguenze positive (la gratitudine e l’equanimità di Nicodemus; la lealtà del suo scudiero Giustino) sia negative (la demagogia e la sete di potere di Cornelius). Cartone per bambini in virtù del suo lieto fine? No davvero! Ma per noi, che siamo sì "diversamente infanti" ma con una bella scorza di esperienza intorno, si tratta di vero capolavoro, sia dell'animazione che di messaggio. Da rivedere, e probabilmente rivalutare, assolutamente! :D

venerdì 4 novembre 2016

Picnic ad Hanging Rock


Titolo originale: Picnic at Hanging Rock
Nazione: Australia
Anno: 1975
Genere: Drammatico, Fantastico
Durata: 115'
Regia: Peter Weir
Cast: Rachel Roberts, Dominic Guard, Helen Morse, Jacki Weaver, Vivean Gray

Trama:
Il 14 febbraio 1900, festa di S. Valentino, le allieve dell'aristocratico collegio Appleyard si recano in scampagnata ai piedi del gruppo roccioso di Hanging Rock, geologicamente interessante e dalla fisionomia onirica. Tre delle fanciulle scompaiono misteriosamente e a nulla valgono le ricerche cui partecipano tutti gli abitanti del paese. Dopo una settimana viene ritrovata una delle scomparse ma...

Commenti:
Picnic ad Hanging Rock è un film che può apparire, allo spettatore desideroso di una trama nitida e dal compiuto culmine catartico, come un mero esercizio di stile dal contenuto discontinuo e poco comprensibile. In realtà l'apparente disinteresse del regista nei confronti della coerenza del disegno globale della trama risponde alla volontà di non limitare il senso di mistero al solo contenuto. Il film di Weir appartiene al cinema fantastico in senso lato, nella misura in cui il sovrannaturale viene coinvolto attraverso la forma con la quale viene raccontato un evento che potrebbe benissimo essere un comune fatto di cronaca. In realtà non fornisce indizi precisi su una lettura esoterica della vicenda e, per averne la certezza, bisogna rivolgersi al fantomatico diciottesimo capitolo, pubblicato successivamente alla pellicola da Joan Lindsay, autrice del romanzo. Ma questa è appunto una pubblicazione successiva al film, la cui grandezza è tale in quanto opera a se stante nella quale ognuno può trovare la chiave di lettura che ritiene più opportuna. È proprio questa mancanza di certezza che ci spinge ad ammirare il capolavoro di Weir nel tentativo di afferrare il senso di quella ascensione che le giovani compiono, vera e propria Trasfigurazione pagana di sapore raffaellesco che per un momento ci permette uno sguardo oltre quella soglia di roccia e luce dove risiede una rivelazione idealistica da cui la nostra civilizzazione ci ha esclusi. Da vedere assolutamente! :D

giovedì 27 ottobre 2016

High Spirits - Fantasmi da legare


Titolo originale: High Spirits
Nazione: USA, UK
Anno: 1988
Genere: Commedia, Fantastico
Durata: 97'
Regia: Neil Jordan
Cast: Peter O'Toole, Steve Guttenberg, Daryl Hannah, Liam Neeson, Mary Gallagher

Trama:
In una favolosa e suggestiva Irlanda, Peter Plunkett, proprietario di un castello trasformato in hotel per difficoltà finanziarie, pur di attirare turisti decide di spacciare il maniero come luogo massicciamente infestato dagli spiriti. L'alternativa è venderlo ad un americano che vuole smantellarlo per ricostruirlo pezzo per pezzo in un parco stile Disneyland negli USA. I fantasmi che abitano le antiche mura, però, non sono affatto d'accordo e si mettono a rendere la vita difficile a tutti i malcapitati ospiti.

Commenti:
Jordan prepara un bel calderone e mischia tutto insieme, facendo magari un po’ di confusione, ma a salvare l'intruglio, condito con una buona dose di paranormale, ci pensano ironia, gag a ripetione e soprattutto la grande interpretazione di Peter O’Toole, uomo disilluso e sempre pronto a mettersi il cappio al collo, nella finzione come nella realtà.
O’Toole da solo regge tutto il film e, con mestiere, riesce a creare dei momenti di grande recitazione con ironia e leggerezza tipicamente british (pardon, irish, siamo pur sempre in Irlanda!). E irlandese doc è Liam Neeson, nelle insolite (e divertenti) vesti di un seduttore che deve imparare il galateo ma che sa come far sciogliere una donna di ghiaccio mentre Steve Guttemberg per una volta sveste i panni del tipo "cool" reso celebre da Scuola di polizia e crea quel personaggio che Ben Stiller renderà celebre (nel bene e nel male) solo anni dopo. Nell'insieme, High Spirits è un divertente pastiche che, nonostante risenta dei suoi anni, sa ancora intrattenere, divertire con le sue gag e far sorridere con i suoi effet(tacc)i speciali, tra apparizioni e pulmini volanti. Da vedere e adattissimo alla mania Halloween che, in qualche modo, è riuscita ad arrivare sulla nostra sponda dell'Atlantico. ^___^

venerdì 21 ottobre 2016

Invito a cena con delitto


Titolo originale: Murder by Death
Nazione: USA
Anno: 1976
Genere: Giallo, Commedia
Durata: 94'
Regia: Robert Moore
Cast: David Niven, Peter Falk, Eileen Brennan, Peter Sellers, Maggie Smith, Alec Guinness, Truman Capote, James Coco, James Cromwell

Trama:
Il folle miliardario Lionel Twain invita nella sua diroccata magione in mezzo al nulla i cinque migliori detective privati del mondo per sfidarli in una gara d'astuzia. E così Sidney Wang dalle Hawaii, Dick Charleston da New York, Jessica Marbles dall'Inghilterra, Milo Perrier dal Belgio e Sam Diamond da San Francisco dovranno vedersela con la folle genialità di Twain in un duello dove in palio c'è la loro credibilità come detective. Il "solito" giallo? Noooo!

Commenti:
Girato con tutti gli stilemi del giallo più puro, l'aura di serietà crolla appena due minuti dall'inizio del film con l'apparizione del maggiordomo cieco; da qui in poi è un florilegio di battute fulminanti e situazioni esilaranti che vanno a comporre quella che è la più bella parodia di genere della storia del cinema, con la possibile eccezione dei migliori Mel Brooks. A parte un semisconosciuto ma adattissimo Robert Moore alla regia, è difficile immaginare un cast più stellare di questo e le interpretazioni sono assolutamente perfette. Non serve neanche indicarli uno per uno, basta leggere i titoli di testa e sbavare ad ogni cognome. Quanta professionalità in questi giganti che accettano di ridicolizzarsi ma sempre con impeccabile stile! ^__^
Malgrado ciò, il vero genio del film è Neil Simon (La strana coppia, A piedi nudi nel parco) che è riuscito a scrivere una sceneggiatura costantemente condita di grottesca e assurda ironia, spruzzata da un sapientemente dosato humor britannico. BRAVO!!!
Quelli erano gli anni in cui, a volte, anche i traduttori italiani erano fieri del proprio lavoro e qui hanno fatto miracoli. Le tantissime gag verbali, virtualmente intraducibili, sono state mirabilmente adattate alla nostra lingua e, in alcuni casi, sono persino più esilaranti dell’originale.
Fra comicità demenziale e umorismo macabro, doppisensi e giochi di parole, il film scorre gradevole e divertente, con una gag sempre pronta in agguato per far ridere lo spettatore. Già visto? Ovvio ma da rivedere almeno un paio (tre? quattro?) volte l'anno! :D

venerdì 14 ottobre 2016

Funny Money - Come fare i soldi senza lavorare


Titolo originale: The Associate
Nazione: USA
Anno: 1996
Genere: Commedia
Durata: 113'
Regia: Donald Petrie
Cast: Whoopi Goldberg, Dianne Wiest, Eli Wallach, Tim Daly, Bebe Neuwirth

Trama:
Una consulente finanziaria davvero esperta non riesce a sfondare perché non è un "maschio". Si inventa così un inesistente socio in affari e riesce a spiccare il volo verso il successo ma...

Commenti:
Il regista Donald Petrie (Due irresistibili brontoloni) si lascia trasportare dallo script non regalandogli praticamente nulla se non un lavoro di regia convenzionale e senza guizzi, la protagonista alla fine dei conti risulta la sola carta vincente di una storia prevedibile e a tratti decisamente inverosimile. Ma basta una star in gran forma a salvare un intero film? In questo caso la risposta è si! Perche il film diverte e la nevrotica verve dell’iperattiva Goldberg coinvolge e aiuta in maniera ragguardevole il film dandogli un’iniezione di energia e vitalità sorprendenti. La pellicola nonostante gli anni, ad oggi conserva ancora una simpatica atmosfera da comedy anni ’90 che è in grado di intrattenere un pubblico molto variegato tra cui anche i più piccini, vista la fumettosa e clownesca protagonista che si prodiga a farci sorridere e dimenticare alcuni surreali e discutibili escamotage narrativi. Perfetto per una serata senza impegni e da godere fino in fondo! ^__^

martedì 4 ottobre 2016

Mimzy - Il segreto dell'universo


Titolo originale: The Last Mimzy
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: Fantascienza, Avventura
Durata: 90'
Regia: Robert Shaye
Cast:Timothy Hutton, Joely Richardson, Rainn Wilson, Rhiannon Leigh Wryn, Chris O'Neil

Trama:
I piccoli Emma e Noah trovano sulla spiaggia vicino a casa una cassa piena di giocattoli, il cui scopo, si scopre dopo poco, è testare e migliorare le potenzialità dei fratelli. Giocando, i due bambini sviluppano così una serie di superpoteri: fra tutti, quello della piccola Emma di comunicare telepaticamente con il coniglietto di pezza Mimzy. Ma da dove vengono questi super-giochi? E, soprattutto, cosa vogliono?

Commenti:
Ecco una bella fiaba moderna di quelle che fanno davvero piacere. Questo The last Mimzy (pomposamente tradotto in "Il mistero dell'Universo", mica cotiche! XD) è stato una piacevole sorpresa quando mi aspettavo solo il classico filmetto per bambini. Robert Shaye (tra l'altro fondatore della compagnia indipendente NewLine Cinema) è riuscito a miscelare con grande efficacia ambientalismo e genetica, fantascienza e fiaba classica, scioltezza narrativa e momenti di matura (per quanto semplificata) riflessione. Magari un tantino New Age ma pazienza. Non riesce a sdoganarsi dal linguaggio cinematografico spielberghiano che sembra ormai aver marchiato a fuoco il genere ma anche questo è un "difetto" di poco conto; "Anzi!", verrebbe da dire. Una volta tanto è anche un vero piacere vedere effetti speciali digitali molto centellinati e, per contrasto, finalmente efficaci. Un film davvero adatto ad ogni età, con più livelli di lettura e, nell'insieme, divertente ed educativo. Assolutamente consigliato a tutti coloro che amano divertirsi con intelligenza. :D

venerdì 30 settembre 2016

Medea


Titolo originale: Medea
Nazione: Italia
Anno: 1969
Genere: Drammatico, Tragedia
Durata: 118'
Regia: Pier Paolo Pasolini
Cast: Maria Callas, Massimo Girotti, Giuseppe Gentile, Laurent Terzieff, Sergio Tramonti

Trama:
Il giovane Giasone, con i suoi Argonauti, muove alla volta della Colchide per recuperare il vello d'oro che sarebbe in grado di rendere più forte e fertile chi la possiede. Medea, maga affascinata da Giasone, lo aiuta a rubare l'amuleto e fugge con lui. Giasone e Medea si sposano ed hanno due figli, tuttavia poco dopo ripudia sua moglie per sposare la giovane Glauce, figlia del re di Corinto. La vendetta di Medea, folle di gelosia, sarà atroce e...

Commenti:
Scritta e diretta da Pasolini, la Medea venne realizzata nel 1969, due anni dopo l'Edipo re. Girata parte in Cappadocia, parte in Italia (Corinto è ricreata nella Piazza dei Miracoli di Pisa), sottolinea anche attraverso la duplice ambientazione lo scontro fra due universi inconciliabili, destinati a fronteggiarsi in un conflitto in cui o l'uno o l'altro non può che soccombere. Il tema del film è duplice anch'esso: l'utopia della pacifica coesistenza di identità fra loro distanti ma comunque complementari e necessarie al reciproco compimento, da una parte, e dall'altra la presa d'atto della loro impossibile convivenza. La regia di Pasolini è stilisticamente consapevole di cià e ne interpreta magistralmente la storia: tecniche di inquadratura (i primi piani sulla splendida Medea-Callas), dialoghi, musiche e silenzi obbediscono alle sue scelte sapientissime e convergono sul messaggio principale del film.
Il contrasto fondamentale, l'antitesi sulla quale si costruisce la vicenda, funziona invece su tre livelli. Il primo, il più evidente, è quello antropologico, che oppone la civiltà greca, «umana», alla «disumana» primitività barbarica. Il contatto fra le due produce non integrazione, ma distruzione nell'una (che reagisce tentando di isolare e poi di rimuovere, con l'esilio o con l'oblio, l'elemento perturbante, facendosi così essa stessa «disumana» e attirando su di sé la vendetta del dio). Un altro livello è poi quello psicanalitico: la razionalità di Giasone, l'Ego, che si scontra con l'irrazionalità totalizzante e distruttiva di Medea: l'Es, che rimosso dalla sede legittima, riaffiora violentemente, rivendicando i propri diritti misconosciuti. Infine c'è un livello politico: lo scontro fra l'Occidente moderno, borghese e industrializzato, e il Terzo Mondo, legato a una cultura arcaica e ancestrale, asservito e sfruttato.
Come sempre, è incredibile come queste tragedie greche, pur se "rilette", siano spaventosamente attuali! O forse, la triste verità è che il mondo non è mai cambiato, se non ai nostri occhi. Da rivedere (più volte!!!) assolutamente. :D

lunedì 12 settembre 2016

Il maratoneta


Titolo originale: Marathon Man
Nazione: USA
Anno: 1976
Genere: Drammatico, Thriller, Azione
Durata: 125'
Regia: John Schlesinger
Cast: Dustin Hoffman, Marthe Keller, Laurence Olivier, Roy Scheider, William Devane

Trama:
Il giovane ebreo newyorkese Thomas Babe Levy, studente universitario, divide le sue giornate studiando e allenandosi alla corsa di fondo nel Central Park , amoreggiando con Elsa, una collega svizzera incontrata all'università. La sua vita scorre tranquilla fino al giorno in cui suo fratello Doc, venuto a fargli visita, gli muore fra le braccia ucciso da un organizzazione malavitosa. Babe si mette a indagare e...

Commenti:
“Il maratoneta” è un thriller di quelli come si facevano una volta, magari abbastanza prevedibile per lo spettatore di oggi ma capace di farlo rimanere incollato alla poltrona fino all'ultima scena per il grado di realismo, talvolta persino disturbante, che raggiunge. Bello, intenso e, al contempo, scarno ed essenziale come solo i grandi classici del cinema sanno essere, questo film "anni '70" è ancora oggi l'archetipo del cinema thriller (e magari anche di azione). Il montaggio è molto buono e fluido nonostante la complessità della trama, come ottime sono anche le riprese, mai noiose! Tratto dal romanzo omonimo di William Goldman (autore anche della sceneggiatura, e si vede!), "Il maratoneta" è uno dei più originali thriller spionistici mai fatti, sia in versione cartacea che di celluloide. Da applauso, inoltre, il lavoro sui personaggi: tutti ambigui, sfumati e densi di sfaccettature. Nonostante le numerose licenze, la trama si snoda con potenza, carica di tensione e di ritmo, raggiungendo vette quasi horror nella scena cult della tortura sulla sedia del dentista. In sottofondo, scorre una rappresentazione degli orrori della Storia (dalla caccia alle streghe di McCarthy al Nazismo) che si ripercuotono, ineluttabilmente, anche sulle nuove generazioni, a ricordarci che, allora, il cinema si faceva anche per convinzioni ideologiche.
Anche Dustin Hoffman è quello degli anni '70: l’Hoffman brillante, quello in stato di grazia che parafrasando Luca Carboni, non ne sbagliava davvero uno. Non è il solo, tuttavia! Sono prove eccellenti anche quelle dei co-protagonisti, Marthe Keller nella parte della giovane Elsa e, ovviamente, il gerarca nazista Szell, di Laurence Olivier. Così bravo che, alla fine, è lui ad ottenere una (ennesima ^__^) nomination agli Oscar.
Da rivedere assolutamente! :D

lunedì 5 settembre 2016

Mr. Crocodile Dundee 2


Titolo originale: «Crocodile» Dundee II
Nazione: USA
Anno: 1988
Genere: Avventura
Durata: 107'
Regia: John Cornell
Cast: Paul Hogan, John Meillon, Linda Kozlowski

Trama:
Alla fine del primo film avevamo lasciato il simpatico "ex selvaggio" Crocodile Dundee alle prese con la caotica vita della metropoli. In questa seconda puntata lo troviamo quasi perfettamente integrato nella sua nuova vita e con la sua compagna, la giornalista Sue Charlton. Questa però viene rapita da una banda di trafficanti di droga a causa di alcune foto compromettenti in suo possesso e...

Commenti:
Chi ha detto che un seguito dev'essere necessariamente inferiore all'originale? Cambiato regista ecco un secondo gustoso capitolo delle divertenti avventure di Mick Dundee che è una guerra dichiarata a "Rambo" e al cinema violento. Anche se viene a mancare, per ovvi motivi, la carta vincente del primo film (quel gustosissimo contrasto fra Dundee e la metropoli), il sequel non perde mordente rispetto al prototipo. È un film divertente che si regge quasi tutto sul "carattere" di Dundee, pieno di trovate e di autoironia. :D

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Dedico questo post allo splendido blog
che pubblica film in HD eccezionali su host gratuiti fin dal 2011
(e non me ne ero neanche accorto. Scusa RoyBatty ç_ç)

Attenzione!  Sembra che il suo blog non abbia feed
e quindi il suo link non si aggiorna nella "lista amici", restando sempre sul fondo. 
Invece pubblica quasi quotidianamente e merita più di un'occhiata regolarmente! :D

giovedì 25 agosto 2016

Mostri contro alieni


Titolo originale: Monsters vs. Aliens
Nazione: USA
Anno: 2000
Genere: Animazione, Fantascienza
Durata: 90'
Regia: Rob Letterman, Conrad Vernon

Trama:
Nel giorno del suo matrimonio, Susan, fidanzata a un cinico e ambizioso metereologo televisivo, viene colpita da un meteorite, crescendo a dismisura. Placcata dall'esercito degli Stati Uniti d'America, la sposa viene condotta sotto gli occhi sbigottiti degli invitati in un carcere di massima sicurezza. Mentre Susan prova ad abituarsi alle sue nuove dimensioni e a fare amicizia con quattro creature mostruose e irresistibili, un'astronave aliena atterra sul nostro pianeta, rifiuta le proposte pacifiche di Mr. President e spazza via il comitato di accoglienza. Il governo, allarmato, chiede aiuto al generale Monger e al suo specialissimo reparto di mostri e...

Commenti:
Il dodicesimo film di animazione digitale di casa Dreamworks è un grande omaggio alla fantascienza del cinema americano degli anni '50. Dalla donna alta 40 piedi al mostro della laguna nera, passando da Blob il fluido che uccide (ma qui fa solo ridere) e Godzilla, "Mostri contro alieni" gioca a prelevare molti elementi caratteristici del mondo della fantascienza realizzata con effetti speciali fatti in casa, per trasportarla nella più tecnologica computer graphic.
Non possiede, com'era ovvio, la poesia e la profondità dei capolavori Pixar ma chi è in cerca di un film perfetto per tutta la famiglia sarà accontentato. Gli ingredienti dei passati successi del team produttivo (ammiccamenti al pubblico di teenager, cast di voci all star, colonna sonora a base di brani rock ecc.) sono riproposti con calcolato cinismo ma l'insieme ingrana e diverte parecchio. La riuscita della pellicola di Letterman e Vernon sta non tanto nella strabiliante animazione quanto nel ritmo incessante, nei tocchi satirici quasi inaspettati (strepitoso lo stupidissimo presidente degli Stati Uniti, ricalcato un po' su Bush un po' su Clinton, che vorrebbe essere liberal ma poi per risolvere un problema vuole sganciare un'atomica senza pensarci su un secondo XD), e soprattutto nella sarabanda di citazioni/omaggi da film simbolo della fantascienza. Magari sfuggiranno ai più piccoli ma manderanno in visibilio i cinefili. Intelligentemente, queste citazioni non sono mai fini a sé stesse ma compongono l'humus ideale per mandare continuamente avanti il racconto. Oltre a questo, il film vive grazie ad un forte utilizzo di gag visive degne dello slapstick dei fratelli Marx, evidente frutto del successo ottenuto con i primi due episodi di Madagascar.
Da vedere? Direi proprio di sì! :D

lunedì 15 agosto 2016

Mr. Crocodile Dundee


Titolo originale: «Crocodile» Dundee
Nazione: USA
Anno: 1986
Genere: Commedia, Avventura
Durata: 111'
Regia: Peter Faiman
Cast: Paul Hogan, Linda Kozlowski, Mark Blum, John Meillon, David Gulpilil

Trama:
Sue, una giovane giornalista, arriva da New York per fare un reportage su un cacciatore di coccodrilli australiano ora proprietario di una agenzia specializzata in vacanze avventurose. La donna, dopo aver affrontato con il cacciatore i rischi della natura australiana, lo convince a seguirla a New York. Qui il nostro eroe, che avrebbe dovuto integrarsi e invece continua a vivere come nella savana, finisce per diventare il beniamino di tutti.

Commenti:
Autore di soggetto e sceneggiatura, oltre che interprete principale, l'australiano Paul Hogan ha il merito di aver inventato un personaggio ingenuo e astuto, tranquillo e disinibito, che sembra un antidoto ai vari Rambo. Goliardico e leggero, "Mr. Crocodile Dundee" è un film capace di dare vita a vero intrattenimento, privo di pretese e in grado di divertire. Eppure questo "buon selvaggio" che si confronta con la "civiltà" è più di quanto lascia intravedere e il film sviluppa rapidamente assonanze alla Frank Capra. In realtà non si capisce se volute o inconsce, perché il vero fulcro di tutta la storia è: Dundee, c'è o ci fa?
Dopo anni di successi televisivi con la sua esilarante trasmissione alla Benny Hill's, Hogan ha creato il personaggio che lo consacra a icona del cinema e che gli ha permesso di presentarci questo film che è diventato immediatamente, e giustamente, un riferimento per tutti i registi della sua generazione ed una pietra miliare del cinema anni '80.
Da rivedere. Spesso! :D


mercoledì 10 agosto 2016

Lady killers


Titolo originale: The Ladykillers
Nazione: USA
Anno: 2004
Genere: Commedia
Durata: 104'
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Cast: Tom Hanks, Irma P. Hall, Marlon Wayans, J. K. Simmons, Tzi Ma

Trama:
Un gruppo di cinque musicisti in cerca di un posto dove provare la loro musica sacra, trova ospitalità a casa dell'anziana signora Munson. Ma le cose non stanno proprio come sembra: in realtà il prof. Goldthwait Higginson Dorr III e i suoi compagni altri non sono che un gruppo di banditi in procinto di fare il colpo del secolo. Quando la signora Munson scopre la verità e minaccia di chiamare le autorità i cinque gaglioffi decidono di farla fuori e...

Commenti:
"The Ladykillers" è uno di quei film che, nel programma di un festival, si sottovalutano per varie ragioni. In primo luogo perché si tratta di una commedia e si sa che le commedie vengono prese sul serio solo quando sono assurte al patrimonio dei classici. In secondo luogo perché si tratta del rifacimento americano di una pellicola inglese di 50 anni prima, una fabbrica di risate che è appunto diventata un classico (quella "The Ladykillers" che vi ho già proposto e il cui titolo è stato misterosamente storpiato in "La signora omicidi" anche se non uccide nessuno >_<). Però ecco: I Coen sono i Coen. Tautologico ma vero, perche' qualsiasi materia tocchino, ivi compreso il remake come in questo caso, la trasformano in un oggetto prezioso per raffinatezza e cinefilia. I Coen hanno un solo difetto: sanno di essere colti e non perdono l'occasione di dimostrarlo, eppure questa volta il divertimento non viene soffocato da tanto sapere. Se Tom Hanks è splendido e dà l'impressione di essere tornato l'interprete teatrale che fu agli esordi, prima dei trionfi cinematografici, con la caratterizzazione cesellata e a tratti ironicamente istrionica di un presuntuoso e logorroico maestro del crimine, superlativa è l'interpretazione di Irma Hall. Questa grande attrice ha la capacità di stupire ad ogni sua apparizione, come se fosse sbucata dal nulla. Invece ogni volta sono costretto a ricordarmi che ha alle spalle una carriera impressionante con ruoli premiatissimi. Se Hanks è un ottimo "chiunque", al punto di meritare assolutamente il ruolo occupato da Alec Guinness, in questo film è surclassato da una grandissima "Lady chiunque"! Piccolo consiglio: seguite tutti i titoli di coda. È dai temi del "Blues Brothers" che non si aveva un finale musicale così vivo! :D

giovedì 4 agosto 2016

Sogno di una notte di mezza estate


Titolo originale: William Shakespeare's A Midsummer Night's Dream
Nazione: USA
Anno: 1999
Genere: Commedia, Fantastico
Durata: 123'
Regia: Michael Hoffman
Cast: Michelle Pfeiffer, Rupert Everett, Stanley Tucci, Kevin Kline, Sophie Marceau, David Strathairn

Trama:
Una grande frenesia anima la località di Atena, in Italia, alla fine dell’Ottocento: si avvicina il giorno delle nozze tra il duca Teseo e Ippolita. Parallelamente procede pure la difficile relazione tra Ermia e Lisandro: i due non possono coronare il loro sogno d’amore perché il padre di Ermia ha destinato la figlia a Demetrio, innamorato non corrisposto di Ermia e a sua volta amato, senza speranza, da Elena. Durante la notte, gli amanti tentano la fuga e si addentrano nel bosco, inseguiti da Demetrio ed Elena. Qui le schermaglie d’amore vengono scrutate da Oberon e dagli elfi e fate del suo magico regno. Assegnando alcuni compiti a Puck ed altri a Titania, Oberon s’ingegna a mutare il corso degli eventi perché l’amore giusto ritrovi la retta via e...

Commenti:
La magica favola di Shakespeare, nella quale i destini di uomini e dei si intrecciano ed incrociano, è interpretata con grande arte da un Hoffman in stato di grazia. Il regista ambienta il capolavoro nella Toscana del XIX secolo e la celebra con una lucentezza della fotografia da antologia. Probabilmente si tratta di un "omaggio" a Branagh: ricorda infatti da vicino la scelta fatta per "Molto rumore per nulla". Il salto di secoli c'è ma, come sempre nelle storie del Bardo, è ininfluente, soprattutto se si ha il coraggio di mantenere una buona fedeltà dei testi del genio inglese. Sono convintissimo che questa, come tutte le altre sue storie, potrebbe benissimo essere trasposta anche "in una galassia lontana lontana..." XD.
Il cast è, come potete vedere, stellare ma sono i due outsiders, Tucci e Kline, che qui meritano la palma: bravissimi! Una menzione particolare va agli splendidi costumi della nostra Gabriella Pescucci. Il risultato è un lavoro che si allontana dai canoni della filmografia di stampo americano senza scadere nell'inglesismo accademico e che coglie tutto il gusto dell'opera originaria. È piacevolissimo persino nei passaggi più ardui, quando la poesia di Shakespeare può suonare ai teenager un po' scolastica. Film più complesso di quanto non possa superficialmente apparire, non mancherà di farsi apprezzare da chi ama un cinema privo di quegli orpelli pseudointellettuali che la critica ha rimpianto di non avervi trovato (ho il sospetto che non sapiano che Shakespeare scrisse anche solo per divertire!>_<). Insomma, un bel film per tutti che, oltre a quasi due ore di divertimento, regala anche un bel po' di cultura e di arte. Da vedere assolutamente! :D


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Dedico questo post alla cara Puffetta, 
che mi ha segnalato il suo splendido blog di cucina.

NEW CHEF ITALIA

Buona fortuna, Puffetta! :D

 

giovedì 28 luglio 2016

La tela animata


Titolo originale: Le Tableau
Nazione: FRA
Anno: 2011
Genere: Animazione, Fantastico
Durata: 76'
Regia: Jean-François Laguionie

Trama:
Un castello, un bosco, i giardini e le cose lasciate incompiute da un pittore in un quadro dove vivono tre tipi di personaggi: i Completi, interamente dipinti, gli Incompleti, privi di qualche colore, e gli Schizzi, appena abbozzati. Considerandosi superiori, i Completi prendono il potere, cacciano gli Incompleti dal castello e assoggettano gli Schizzi. Ramo, un giovane Completo, crede che solo il Pittore possa riportare l'armonia terminando la sua opera. Decide di partire per cercarlo e...

Commenti:
Per anni al lavoro con i disegnatori di Blue Spirit Animation, una delle più creative fucine dell’animazione d’oltralpe, Jean-François Laguionie ha alle spalle alcuni piccoli gioielli come "Gwen", "Le livre de sable" e "Le Château des singes", caratterizzati tutti da una lavorazione artigianale, schizzo per schizzo, tavola per tavola, proprio come un Maestro che tutti conosciamo ed amiamo. Memore del suo passato al fianco del gigante dell’animazione Paul Grimault e forte di una ricchissima visione metafisica (soprattutto in senso dechirichiano) è comunque conscio delle ricche potenzialità del digitale e riesce a far convivere felicemente modernità e tradizione. La tela animata è un cartone che, in un’epoca in cui effetti speciali e computergrafica dominano in maniera così fragorosa, spicca per la sobrietà dei propri mezzi. La potente tecnologia non è uno scopo da perseguire ad ogni costo e sfruttare fino all’ultima goccia per accalappiare spettatori, bensì uno strumento versatile, il fine pennello che tratteggia con umiltà un personale inno all’arte. Il risultato è questa perla surreale di armonia e sensibilità sorprendenti, rimasta sconosciuta (tanto per cambiare >_<) agli schermi cinematografici italiani. In questa misera culla dell’arte che ancora, ottusamente, liquida il cartone animato come balocco per bambini, la cosa non sorprende: amareggia soltanto. Da vedere assolutamente! :D

sabato 23 luglio 2016

La vita privata di Sherlock Holmes


Titolo originale: The Private Life of Sherlock Holmes
Nazione: UK
Anno: 1970
Genere: Giallo, Commedia
Durata: 125'
Regia: Billy Wilder
Cast: Robert Stephens, Colin Blakely, Geneviève Page, Christopher Lee

Trama:
Una donna si presenta a Sherlock Holmes chiedendogli di ritrovarle il marito, un ingegnere belga, misteriosamente scomparso. Il celebre detective si reca in Scozia con il suo fido Watson e nelle acque del lago di Loch Ness scopre il prototipo di un sommergibile che gli inglesi hanno camuffato in mostro per impedire ai tedeschi di identificarlo ma...

Commenti:
Tornando indietro nel tempo, fino agli Anni ’70, ci si rende conto con una delle pellicole meno celebrate del magnifico Billy Wilder che era forse l’unico che potesse davvero rendere al 100% un personaggio così brillante. Come ci vuole un pazzo per fermare un pazzo, ci vogliono delle menti brillanti per parlare di una mente brillante. Sceneggiato da Diamond, la vita privata di Sherlock Holmes è un piccolo gioiello dal punto di visto della scrittura prima ancora che della regia. Del resto da uno sceneggiatore simile che cosa ci si sarebbe mai potuto aspettare? Diviso tra commedia e thriller a tratti avventuroso – ma con ovvia assenza d’azione – il film si dispiega in una serie di eventi che si concentrano sulla demolizione parziale dell’idea dell’uomo perfetto. Wilder si conferma, come se ce ne fosse bisogno!, un regista più intimo di quanto non volesse apparire e non esita a raccontare, in quello che doveva essere solo un "filmetto", un riuscitissimo dramma interiore sepolto tra le centinaia di sorrisi compiaciuti. È interessante ricordare come in quegli anni stesse pensando di girare "La strana coppia" (poi realizzata da Gene Saks) e non è un caso che anche questo film ne divida il nucleo di base: due uomini maturi e scapoli che convivono insieme. Eppure, a posteriori e rileggendo l’intera filmografia di Wilder, quest’opera ha la capacità di sintetizzare molti dei temi e generi cari al regista. Quanto a Robert Sephens, posso solo dire che il suo è sicuramente il miglior Sherlock in assoluto (e qui aspetto la valanga di critiche da parte dei fan avversi! XD).
Chiunque abbia fame e voglia di vedere un vero Sherlock Holmes aggirarsi entro i limiti dello schermo, non abbia paura e si dimentichi l’iper-adrenalinico (però stancante) Downey Jr. di Ritchie per lasciarsi andare a questo classico di grande valore. ^___^

martedì 12 luglio 2016

La signora omicidi


Titolo originale: The Ladykillers
Nazione: UK
Anno: 1955
Genere: Giallo, Commedia
Durata: 97'
Regia: Alexander MacKendrick
Cast: Alec Guinness, Katie Johnson, Peter Sellers, Danny Green, Cecil Parker, Herbert Lom

Trama:
Il prof. Marcus, finto musicista e vero rapinatore, organizza un colpo con la sua banda. La base è la stanza che l'uomo ha preso in affitto presso la signora Wilberforce che così collabora, senza saperlo, al crimine. Quando lei scopre la verità, i banditi hanno pietà di lei ma...

Commenti:
Un classico della commedia inglese o, meglio, di Black Comedy. Ricca di umorismo tipicamente british, situazioni surreali ed efficaci caratterizzazioni, è realizzata da Alexander Mackendrick a partire da un soggetto e una sceneggiatura (giustamente candidata a un Oscar) di William Rose. Mackendrick ha creato, con un budget ridicolo!, un funzionale meccanismo farsesco in grado di restituire il delizioso mix di commedia dall'atmosfera teatrale, bizzarre gag d'impronta slapstick (la scena del maldestro inseguimento al pappagallo ^__^) e sequenze di magistrale perfidia. Azzeccatissimo anche il cast, a partire dalla dolce e tenace Johnson (vincitrice di un BATFA per la miglior interpretazione femminile), la quale duetta con uno straordinario Alec Guinness, gelido e logorroico e dalle sembianze grottescamente deformate. Notevole, malgrado la giovane età, la presenza di un Sellers che ben si accosta ad Herbert Lom agghindato in puro stile noir (i due ritorneranno a condividere la scena nelle vesti di esilaranti antagonisti nei panni di Clouseau e del superiore Dreyfus).
Ottimo dal punto di vista della costruzione, geniale e beffardo il finale ma è tutto il film ad essere, al contempo, esilarante ed agghiacciante. :D

mercoledì 6 luglio 2016

L'uomo bicentenario


Titolo originale: The Bicentennial Man
Nazione: USA
Anno: 1999
Genere: Fantascienza
Durata: 131'
Regia: Chris Columbus
Cast: Robin Williams, Sam Neill, Embeth Davidtz, Oliver Platt, Wendy Crewson

Trama:
Nell'anno 2005 (sic!), ogni casa avrà il suo NDR-114, un robot domestico progettato per servire gli umani. Come tutti gli elettrodomestici, e ogni macchina creata dall'uomo, gli NDR sono tutti uguali. Tutti tranne uno. C'è qualcosa di diverso in Andrew, una scintilla speciale, una personalità unica, qualcosa di ...umano.

Commenti:
Ricordate la storia di Pinocchio, il burattino che voleva diventare un bambino vero? Solo che, in questo caso, il nostro Pinocchio non è un burattino ma un robot chiamato Andrew Martin e vuole diventare un uomo vero. La storia è ispirata alcelebre racconto di Isaac Asimov "L’uomo del Bicentenario" del 1976 e la sua prosecuzione e ampliamento "L’uomo Positronico" del 1993, scritta a quattro mani con Robert Silverberg. Una mente geniale che ha partorito una storia, nella sua semplicità, ancora più geniale. Allo stesso modo, con l’aiuto dello stesso Asimov per la sceneggiatura, il regista Chris Columbus è riuscito nella sua trasposizione cinematografica, consacrandola a capolavoro del genere.
Ottima l'interpretazione di Robin Williams nella parte di Andrew: dolce, sensibile e dall’ingegno stupefacente. Williams riesce a passare con facilità da scene semi-comiche, ad altre strettamente serie, drammatiche e toccanti, rendendo il film una favola dai toni moderni e, al tempo stesso, più classica che mai. La sua bellissima frase "come robot avrei potuto vivere per sempre, ma dico a tutti voi oggi, che preferisco morire come uomo, che vivere per tutta l’eternità come macchina", risentita oggi è insieme commuovente e straziante. Da rivedere assolutamente. :D

venerdì 1 luglio 2016

L'ultimo inquisitore


Titolo originale: Goya's Ghosts
Nazione: Spagna
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Storico
Durata: 117'
Regia: Milos Forman
Cast: Javier Bardem, Natalie Portman, Stellan Skarsgård, Randy Quaid, Michael Lonsdale

Trama:
Attraverso gli occhi del grande pittore spagnolo Francisco Goya gli ultimi anni dell'Inquisizione Spagnola e l'invasione del paese da parte delle truppe napoleoniche fino alla restaurazione della monarchia spagnola. Anche la musa ispiratrice del pittore, Ines, viene accusata di eresia e rinchiusa in prigione dove incontrerà fratello Lorenzo che abuserà della sua ingenuità per sfruttare il proprio potere ecclesiale.

Commenti:
L’opera di Milos Forman, già autore di Amadeus, Man on the moon e Qualcuno volò sul nido del cuculo, si presenta quasi come un documentario storico sul periodo dell’Inquisizione Spagnola, che ebbe origine nel XV secolo e che fu abolita definitivamente nel 1834. Tuttavia Forman non ha mai avuto l’intenzione di girare un film storico quanto piuttosto di ritrarre, con il linguaggio cinematografico, quei mostri rappresentati nelle Pinturas Negras e che si nascondono tanto all'ombra dei regimi, quanto negli oscuri anfratti della democrazia.
Malgrado ciò, tanto per cambiare, il titolo originale è stato per l'ennesima volta sotrpiato dalla distribuzione italiana, spostando l'attenzione dello spettatore sul personaggio sbagliato! Guardare il film con quest'ottica significa ridurlo ad un semplice, anche se spettacolare ed elegantissimo, docudrammone/feuilleton e sarebbe un grave errore. Questo spiega tra l'altro il preché di un successo di critica nell'insieme abbastanza tiepido: in molti non hanno assolutamente capito cosa stavano guardando.
Il protagonista è e rimane Goya, l'artista che "vede" quanto lo circonda ma che, in realtà, non ha assolutamente i mezzi per modificare nulla. Può criticare, sbeffeggiare addirittura, ma alla fine, proprio come Salieri che era solo un "orecchio", lui è un occhio privo per definizione di capacità manipolative. Dopotutto non "vede" nemmeno chiaramente la realtà ma ne percepisce solo i suoi fantasmi: Goya's Ghosts. E allora i protagonisti diventano proprio loro: i fantasmi che Goya vede attraverso le cose e non le cose stesse. Forman non è nuovo a simili artifizi, anzi tutta la sua produzione ne è piena e non riesco ancora a capacitarmi della superficialità dei tanti "critici" che non se ne sono accorti. Ripensando ai titoli di testa di "Man on the Moon", dove Kaufmann spiega chiaramente di essere l'autore del film e trasforma con quella semplice frase tutto lo spettacolo da semplice biografia descrittiva ad opera artistica dello stesso personaggio, qui la chiave è addirittura nel titolo. Cos'altro vi serviva? >_<
Detto questo, è vero che questo film è un tale miele per gli occhi (con non pochi pugni nello stomaco, a essere sinceri, ma giustificati dal contesto) che può essere necessaria più di una visione per distrarsi dall'approccio puramente estetico per coglierne i veri messaggi. Un po' come il turista che, pur sapendo che ancora di più è nascosto dietro la semplice bellezza delle architetture, a Venezia "spreca" sempre il primo giorno semplicemente girando col naso all'insù. Tecnicamente si tratta di un capolavoro, prevedibile visto lo spessore e la maestria dell'autore, con una fotografia da antologia e delle interpretazioni magistrali ma la vera stella è indubbiamente, ancora una volta!, una grandissima Natalie Portman. In un film in cui tutti hanno almeno due facce lei ha addirittura due ruoli, entrambi difficili e complessissimi. Se anche il film fosse una cavolata (e non lo è, credetemi), meriterebbe comunque di essere visto e rivisto solo per la sua prestazione: fantastica! :D

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