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sabato 12 gennaio 2019

Il fantasma del pirata Barbanera


Titolo originale: Blackbeard's Ghost
Nazione: USA
Anno: 1968
Genere: Commedia, Fantastico, Sportivo
Durata: 107'
Regia: Robert Stevenson
Cast: Peter Ustinov, Dean Jones, Suzanne Pleshette, Elsa Lanchester, Joby Baker, Elliott Reid

Trama:
Il fantasma del pirata Barbanera, evocato quasi per caso da un giovane insegnante, decide di compiere una buona azione perché solo così potrà riposare in pace. Grazie a lui, un gangster senza scrupoli non riuscirà a mettere le mani su un alberghetto ipotecato, la squadra locale di atletica potrà battere quelle avversarie e...

Commenti e recensione:
Il fantasma del pirata Barbanera fu, di fatto, l'ultimo film "dal vivo" prodotto con la benedizione del vecchio Walt, che morì durante le riprese. E fu proprio sua l'idea di rimettere insieme, dopo il successo di 4 bassotti per 1 danese, la fantastica coppia Jones&Pleshette che divenne la colonna portante della Casa del Topo per quasi dieci anni.
Sarebbe però ingiusto, e assai riduttivo, costringere il Barbanera nel ruolo scomodo di lapide commemorativa di uno dei più grandi geni della storia del cinema. Basta anche solo l’incipit del film, con il riassunto dell’epoca gloriosa e terribile della pirateria e quelle onde che si infrangono sugli scogli, per immergersi in un’alba livida e piena di brume ma che lascia già intravedere un sole lucente. Uno stile che ben si addice a Robert Stevenson, che prima di diventare regista tra i migliori dell’intera scuderia Disney (Un professore fra le nuvole, Mary Poppins, F.B.I. Operazione gatto, Un maggiolino tutto matto, Pomi d’ottone e manici di scopa) aveva diretto il livido noir politico anticomunista Lo schiavo della violenza, il poliziesco Disonorata e soprattutto l’algida versione di Jane Eyre racchiusa ne La porta proibita, con Orson Welles e Joan Fontaine. Il fantasma del pirata Barbanera è, infatti, un gran film di regia, che gioca tutte le sue carte sul mélange piuttosto ardito – e spesso troppo poco considerato – che unisce il fantastico alla commedia, il film sportivo al gangster-movie (con tanto di scazzottate alla Bud Spencer) e persino parti in costume seicentesco. Solo un vero maestro sarebbe riuscito a gestire un simile pastiche!
Stevenson sembra guardare ad un cinema (ed un mondo) oramai evanescente, evaporato dagli schemi produttivi hollywoodiani: affida ad uno straordinario Peter Ustinov uno dei più riusciti ruoli della sua vita e dedica un tenerissimo omaggio a tre eroine dello spettacolo statunitense del tempo che fu mettendo, tra le “figlie dei bucanieri” a rischio sfratto, Elsie Baker, Betty Bronson e soprattutto Elsa Lanchester, colei che fu la moglie di Frankenstein. Vederla, nel fianle, così altera eppur pronta alla commozione, vale da solo la visione del film.
Il fantasma del pirata Barbanera è un'avventura tra mystery e noir che spiazza, diverte e, perché no, avvince alla sedia ma è soprattutto un film che, a cavallo tra due ere, mira ad educare una generazione che si ribella, cercando di salvare i valori migliori, e forse dimenticati, dei loro padri: una visione tipicamente disneyana degli anni '60. ^__^
Da (ri)vedere! :D

venerdì 21 dicembre 2018

Cool Runnings - Quattro sottozero




Titolo originale: Cool Runnings
Nazione: USA
Anno: 1993
Genere: Avventura, Sportivo, Commedia
Durata: 97'
Regia: Jon Turteltaub
Cast: John Candy, Doug. E. Doug, Malik Yoba, Rawle D. Lewis, Raymond J. Barry, Leon Robinson

Trama:
Quattro atleti giamaicani sfidano la sorte presentandosi alle Olimpiadi di Calgary come bobbisti. Con risorse esigue e con nessuna esperienza, questi ragazzi dei tropici si assicurano la cooperazione di un ex campione americano, caduto in disgrazia, che cede alla tentazione di allenare un team di "semi-disperati" e...

Commenti e recensione:
Questo delizioso film, pur essendo un classico prodotto Disney, è basato su una storia vera.
Trent'anni fa, nel febbraio '88, alle Olimpiadi invernali di Calgary si presentò, per la prima volta nel bob, la nazionale Giamaica. Una cosa apparentemente impensabile per una terra che certo non offrirva spazi per allenarsi sulla neve. Un'avventura, senza dubbio, ma che non nasce dal caso: in quel paese l'atletica, che è quanto più richiesto da questa disciplina, non è certo uno scherzo!
La Disney ha saputo cogliere lo spirito di quest'avventura che, già di suo, sembra davvero il soggetto ideale di un film fantastico. C'è tutto quello che il Topo cerca(va) di trasmettere: i valori positivi del sogno americano, la fiducia in sè stessi, la lealtà, l'amicizia che deve prevalere sulla diffidenza, sono naturalmente dominanti. Belle e ben realizzate tutte le sequenze di bob, sport di estremo rischio e difficoltà e, soprattutto, riuscitissima l'interpretazione di John Candy, un attore dalla forte carica di simpatia e umanità.
Chissà Candy cosa pensa, di lassù, del suo ultimo personaggio. Per me è la summa delle tante figure che hanno arricchito le commedie americane di fine anni Ottanta, uomini all’apparenza un po’ cialtroni e un po’ meschini, forse solo sconfitti dalla vita ed ai quali non è stata ancora data una seconda possibilità per amare ed essere amati. E Cool Runnings, in fondo, parla proprio di questo: delle seconde possibilità della vita. Non succede spesso che il marchio Disney legato ad un film non pregiudichi l’autenticità dell’opera ma, questa volta, è straordinariamente coerente. Jon Turteltaub ha realizzati un prodotto esemplare, rivolto ai ragazzi ed ai più piccoli, che però sa dosare comicità e risate, dramma e commozione. È un film che si guarda con piacere, perfetto per la famiglia, leggero e divertente, ma anche toccante nel finale, soprattutto per chi crede che, nello sport come nella vita, valga la pena non arrendersi mai. Offre, indistintamente ad adulti e bambini, una lezione coinvolgente e per nulla pedante sugli ideali dello sport, pur sfiorando temi sociali come l’intolleranza, il razzismo ed il pregiudizio.
Non bisogna farsi trarre in inganno dall'età della pellicola perché questo è uno di quei casi in cui il cinema sa cristallizzare le emozioni di un momento per lasciarli in dono alle generazioni future. Altro che film per ragazzi: poche storie, nel suo piccolo questo è un grande momento di cinema! :D

lunedì 18 novembre 2013

L'uomo dei sogni


Titolo originale: Field of Dreams
Nazione: USA
Anno: 1989
Genere: Fantastico
Durata: 106'
Regia: Phil Alden Robinson
Cast: Kevin Costner, Burt Lancaster, James Earl Jones, Amy Madigan, Ray Liotta
audio/video: 10

Trama:
Il babbo giocava a baseball, lui, Ray Kinsella, ha una fattoria nello Iowa. Un giorno sente una voce che gli dice di costruire un campo da baseball per far tornare in vita un campione del passato. Ray ipoteca la fattoria e costruisce un diamante. Tutti lo prendono per matto, ma la magia riesce.

Commenti
sarà retorico, sarà buonista, eppure la storia di questo sognatore che accetta di lasciarsi guidare dal mistero appassiona e coinvolge. Il baseball come collante/costante della Storia (americana) forse da noi non avrà lo stesso effetto di purificazione, né di romanticismo, percepito negli USA ma se si parla di utopia si parla un linguaggio universale. Tra l'altro, il baseball stesso è solo una scusa: provate a sostituirlo nel film con qualsiasi altro sport (o passione) e vedrete che funziona benissimo lo stesso! In un mondo dove tutti pensano soltanto a mangiare e a far quattrini, a divertirsi e a comandare, è necessario che vi sia ogni tanto uno che rinfreschi la visione delle cose, che ci faccia sentire lo straordinario nelle cose ordinarie, il mistero nella banalità, la bellezza nella spazzatura.
A proposito: cast STELLARE! :D

domenica 27 febbraio 2011

Momenti di gloria



Titolo originale: Chariots of Fire
Nazione: GB
Anno: 1961
Genere: Avventura, Storico, Sportivo
Durata: 124'
Regia: Hugh Hudson
Cast: Ben Cross, Ian Charleson, Nigel Havers, Nicholas Farrell, Ian Holm, John Gielgud
audio/video: 10

Trama
Il racconto epico di due atleti alle Olimpiadi in gara per la Patria e per il Signore.
Due atleti, agli inizi degli anni Venti, si preparano per le Olimpiadi di Parigi. Il primo, Harold Abrahams, è ebreo e studia a Cambridge. L'altro, Eric Liddell, è figlio di un missionario e viene da Oxford. Per entrambi la gara clou è quella dei cento metri ma Liddell rifiuta di correre le eliminatorie la domenica, giorno dedicato al Signore, e lascia via libera a Abrahams. In compenso, sui quattrocento, darà all'Inghilterra la seconda medaglia d'oro.

Commenti
Oscar 1981 come miglior film, sceneggiatura originale, colonna sonora e costumi, riesce a sfuggire a tutti i cliché del cinema "sportivo" proponendoci una ricerca interiore che si muove sulle gambe degli atleti (da antologia, nella sua linearità, la sequenza dei titoli di testa), ma non si lascia prendere da ritmi inadeguati. Abrahams e Liddell sono due persone complete, la sceneggiatura non tende a farli diventare simboli di nulla. La tesi, come sempre accade quando il cinema si rifiuta di diventare un pamphlet con note a piè di pagina, emerge dall'articolazione narrativa e dalla capacità di Ben Cross e Ian Charleson di rendere credibili anche le titubanze apparentemente più assurde per uno spettatore moderno. Vangelis viene in aiuto con una colonna musicale in cui mostra di aver perfettamente compreso qual è il senso della partitura dell'intero film. Non rinuncia all'epicità stemperandola contemporaneamente in una scrittura attenta a non perdere di vista l'aspetto intimo delle vicende narrate. Anche l'uso dei ralenti, spesso a doppio taglio nei film che si occupano di argomenti sportivi, si rivela attento a non scadere nel virtuosismo fine a se stesso ma è finalizzato alla restituzione di una dimensione emotiva che le frazioni di secondo della tecnologia moderna relegano in una collocazione secondaria rispetto all'esaltazione dell'uomo-macchina. Liddell e Abrahams sono, e restano nonostante tutto, uomini.

lunedì 17 maggio 2010

Ragazze Vincenti



Titolo originale: A League of Their Own
Nazione: USA
Anno: 1992
Genere: Commedia
Durata: 123'
Regia: Penny Marshall
Cast: Geena Davis, Tom Hanks, Madonna, Jon Lovitz, Téa Leoni.
audio/video: 10

Trama:
A causa della guerra in Europa nel 1942, molte delle leghe di baseball erano state costrette a chiudere. Così, per accontentare i tifosi, alcuni organizzatori fecero nascere la lega femminile. La storia parla di una di queste squadre, prima derisa dal pubblico e poi presa in simpatia e tifata dallo stesso.

Commenti:
La regista sa dosare dolcezza e ironia (come del resto negli altri suoi film) per ottenere un tono che coinvolga e convinca senza apparire affettato.
La satira vera sulla quale si basa il film non viene semplicemente raccontata, ma poeticamente rappresentata.
Il film corrisponde a una idea profonda: quella della realizzazione di un progetto, in questo caso un progetto nato da uomini, ma poi assunto in pieno dalle donne che nel vincere la loro scommessa, crescendo insieme esprimono la loro forza, generatrice di libertà.
Sempre bravissima Geena Davis, mai veramente apprezzata quanto dovrebbe, e grandissimo Tom Hanks (ma va?!).
Quello che stupisce davvero è l'interpretazione di Madonna; per un intero film ha dato l'impressione di saper davvero recitare! Dopo quest'occasione, ha smesso. Non sarà che le serve un bravo regista per riuscire anche a sembrare un'attrice?
Questa è una commedia per godersi con tranquillità una gradevolissima serata. Non pretende altro ma, a scavare un po', da molto di più.

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