
Titolo originale: Blackbeard's Ghost
Nazione: USA
Anno: 1968
Genere: Commedia, Fantastico, Sportivo
Durata: 107'
Regia: Robert Stevenson
Cast: Peter Ustinov, Dean Jones, Suzanne Pleshette, Elsa Lanchester, Joby Baker, Elliott Reid
Trama:
Il fantasma del pirata Barbanera, evocato quasi per caso da un giovane insegnante, decide di compiere una buona azione perché solo così potrà riposare in pace. Grazie a lui, un gangster senza scrupoli non riuscirà a mettere le mani su un alberghetto ipotecato, la squadra locale di atletica potrà battere quelle avversarie e...
Commenti e recensione:
Il fantasma del pirata Barbanera fu, di fatto, l'ultimo film "dal vivo" prodotto con la benedizione del vecchio Walt, che morì durante le riprese. E fu proprio sua l'idea di rimettere insieme, dopo il successo di 4 bassotti per 1 danese, la fantastica coppia Jones&Pleshette che divenne la colonna portante della Casa del Topo per quasi dieci anni.
Sarebbe però ingiusto, e assai riduttivo, costringere il Barbanera nel ruolo scomodo di lapide commemorativa di uno dei più grandi geni della storia del cinema. Basta anche solo l’incipit del film, con il riassunto dell’epoca gloriosa e terribile della pirateria e quelle onde che si infrangono sugli scogli, per immergersi in un’alba livida e piena di brume ma che lascia già intravedere un sole lucente. Uno stile che ben si addice a Robert Stevenson, che prima di diventare regista tra i migliori dell’intera scuderia Disney (Un professore fra le nuvole, Mary Poppins, F.B.I. Operazione gatto, Un maggiolino tutto matto, Pomi d’ottone e manici di scopa) aveva diretto il livido noir politico anticomunista Lo schiavo della violenza, il poliziesco Disonorata e soprattutto l’algida versione di Jane Eyre racchiusa ne La porta proibita, con Orson Welles e Joan Fontaine. Il fantasma del pirata Barbanera è, infatti, un gran film di regia, che gioca tutte le sue carte sul mélange piuttosto ardito – e spesso troppo poco considerato – che unisce il fantastico alla commedia, il film sportivo al gangster-movie (con tanto di scazzottate alla Bud Spencer) e persino parti in costume seicentesco. Solo un vero maestro sarebbe riuscito a gestire un simile pastiche!
Stevenson sembra guardare ad un cinema (ed un mondo) oramai evanescente, evaporato dagli schemi produttivi hollywoodiani: affida ad uno straordinario Peter Ustinov uno dei più riusciti ruoli della sua vita e dedica un tenerissimo omaggio a tre eroine dello spettacolo statunitense del tempo che fu mettendo, tra le “figlie dei bucanieri” a rischio sfratto, Elsie Baker, Betty Bronson e soprattutto Elsa Lanchester, colei che fu la moglie di Frankenstein. Vederla, nel fianle, così altera eppur pronta alla commozione, vale da solo la visione del film.
Il fantasma del pirata Barbanera è un'avventura tra mystery e noir che spiazza, diverte e, perché no, avvince alla sedia ma è soprattutto un film che, a cavallo tra due ere, mira ad educare una generazione che si ribella, cercando di salvare i valori migliori, e forse dimenticati, dei loro padri: una visione tipicamente disneyana degli anni '60. ^__^
Da (ri)vedere! :D





