Titolo originale: Roma
Nazione: ITA
Anno: 1972
Genere: Commedia, Documentario
Durata: 120'
Regia: Federico Fellini
Cast: Peter Gonzales, Fiona Florence, Alvaro Vitali, Britta Barnes, Pia De Doses, Renato Giovannoli
Trama:
Lo spaccato di Roma attraverso i ricordi di un giovane provinciale che la ritrae folle, briosa ed affascinate, popolata da una fauna eterogenea di personaggi, dalle case chiuse del centro agli ingorghi del Grande Raccordo Anulare.
Commenti e recensione:
Fellini e Roma si sono amati, rifiutati ed ancora riabbracciati per tutta la vita adulta del regista. Provinciale fino al midollo e fresco di maturità, Fellini arrivò a Roma nel '39 e, pur senza mai capirla realmente, ne rimase affascinato. Per lui restò sempre una meraviglia in bilico tra una Rimini ipertrofica ed un edipico sogno erotico. Quando si decide, finalmente, a ritrarre la "sua" città, ce la mostra contraddittoria e grottesca, capace di passare dalla povertà degli anni '30 alle mode ed i colori degli anni '60 e '70. Ci invita a vedere Roma con la scusa del documentario e ci presenta, invece, tanti quadri, volutamente disconnessi tra loro, come se lui e noi stessimo vagabondando per una galleria d'arte; altrui. Pur essendo Roma una dichiarazione d'amore, Fellini stesso si rende conto di non capire veramente la città e, con la sua voce sorniona e fuori campo, la definisce "un po' Lupa e un po' vestale, aristocratica e stracciona, tetra e buffonesca", paragonandola ad Anna Magnani; lei, nel suo delizioso cameo, sua ultima presenza sul grande schermo, guardandci oltre la quarta parete gli risponde ironicamente "A Federi', ma va a dormi'".
In fondo, non importa quanto Fellini capisca davvero Roma perché, come ogni artista, la dipinge per come la vede, la immagina e la sogna. E lui, a sognare e far sognare, è bravissimo! Roma non è un nuovo Amarcord, una semplice ricerca del tempo perduto ("E basta co''sto Proust!" esclama addirittura una signora all’ennesima tirata del suo vicino intellettuale), è l'esperienza collettiva di una visione che, nelle luci di Rotunno e la musica di Rota, è al contempo autoritratto e panoramica, fumetto e miniatura, memorialistica ed aneddotica, flusso di coscienza e sentire comune. Onore a Ruggero Mastroianni che, al montaggio, ha saputo dare una forma al disordine del genio!
Roma non è Roma, è una visione ricchissima, talvolta addirittura barocca, del sogno di Roma e come tale va visto, goduto e rivisto ancora! :D



