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sabato 6 febbraio 2021

Roma

 

Titolo originale: Roma
Nazione: ITA
Anno: 1972
Genere: Commedia, Documentario
Durata: 120'
Regia: Federico Fellini
Cast: Peter Gonzales, Fiona Florence, Alvaro Vitali, Britta Barnes, Pia De Doses, Renato Giovannoli

Trama:
Lo spaccato di Roma attraverso i ricordi di un giovane provinciale che la ritrae folle, briosa ed affascinate, popolata da una fauna eterogenea di personaggi, dalle case chiuse del centro agli ingorghi del Grande Raccordo Anulare.

Commenti e recensione:
Fellini e Roma si sono amati, rifiutati ed ancora riabbracciati per tutta la vita adulta del regista. Provinciale fino al midollo e fresco di maturità, Fellini arrivò a Roma nel '39 e, pur senza mai capirla realmente, ne rimase affascinato. Per lui restò sempre una meraviglia in bilico tra una Rimini ipertrofica ed un edipico sogno erotico. Quando si decide, finalmente, a ritrarre la "sua" città, ce la mostra contraddittoria e grottesca, capace di passare dalla povertà degli anni '30 alle mode ed i colori degli anni '60 e '70. Ci invita a vedere Roma con la scusa del documentario e ci presenta, invece, tanti quadri, volutamente disconnessi tra loro, come se lui e noi stessimo vagabondando per una galleria d'arte; altrui. Pur essendo Roma una dichiarazione d'amore, Fellini stesso si rende conto di non capire veramente la città e, con la sua voce sorniona e fuori campo, la definisce "un po' Lupa e un po' vestale, aristocratica e stracciona, tetra e buffonesca", paragonandola ad Anna Magnani; lei, nel suo delizioso cameo, sua ultima presenza sul grande schermo, guardandci oltre la quarta parete gli risponde ironicamente "A Federi', ma va a dormi'".
In fondo, non importa quanto Fellini capisca davvero Roma perché, come ogni artista, la dipinge per come la vede, la immagina e la sogna. E lui, a sognare e far sognare, è bravissimo! Roma non è un nuovo Amarcord, una semplice ricerca del tempo perduto ("E basta co''sto Proust!" esclama addirittura una signora all’ennesima tirata del suo vicino intellettuale), è l'esperienza collettiva di una visione che, nelle luci di Rotunno e la musica di Rota, è al contempo autoritratto e panoramica, fumetto e miniatura, memorialistica ed aneddotica, flusso di coscienza e sentire comune. Onore a Ruggero Mastroianni che, al montaggio, ha saputo dare una forma al disordine del genio!
Roma non è Roma, è una visione ricchissima, talvolta addirittura barocca, del sogno di Roma e come tale va visto, goduto e rivisto ancora! :D


domenica 10 maggio 2020

La città delle donne


Titolo originale: La città delle donne
Nazione: ITA
Anno: 1980
Genere: Commedia
Durata: 134'
Regia: Federico Fellini
Cast: Marcello Mastroianni, Ettore Manni, Anna Prucnal, Bernice Stegers, Donatella Damiani

Trama:
Il cinquantenne donnaiolo Snaporaz abborda, in treno, una bella sconosciuta. La segue fino ad un congresso femminista, dove viene aggredito e dileggiato. Costretto a rifugiarsi in casa del mischilista Katzone, Snaporaz rivive, come in un incubo, i suoi rapporti con l'altro sesso e...

Commenti e recensione:
Nel 1980 Fellini è un regista più che maturo, ormai considerato in tutto il mondo uno dei maestri del cinema contemporaneo; questo gli permette di poter girare ogni tipo di film e, grazie ad essi, togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa. In La città delle donne, col suo autobiografismo al parossismo, infila il dito nella "piaga" che è diventata rappresentativa del suo cinema: la visione del femminino. 1980 è solo una data, in realtà stiamo parlando, sia per tempi di stesura che produzione, degli anni '70 e degli sconvolgimenti socioculturali che stravolsero la mentalità degli italiani. Fellini racconta questi cambiamenti come una favola, un sogno con tutto il suo catalogo di emozioni, ora grottesche ora di alta poesia, pescando a piene mani nella magia di Méliès e ripercorrendo, intenzionalmente, tutte le tappe del suo cinema, come a volersi giustificare o, e questo lo deciderà lo spettatore, redimersi e cambiare con i tempi. Come fosse in un paese delle meraviglie dalla sessualità, il povero Snaporaz in qualche modo ripercorre le tappe e gli episodi dell’eroina di Carroll e, come Alice, emerge dall'onirico magari non più saggio ma, almeno, più conscio di sé. Oppure sarà meglio riaddormentarsi, rituffarsi nell'irrealtà del tunnel oscuro? Proprio questa possibilità di scelta libera il film da ogni angoscia buñuelliana e fa librare alto lo spettatore, ormai perfettamente immedesimato nel protagonista. Tutto questo, Fellini lo racconta con la sua grandissima arte, la sua profonda (o almeno, apparentemente tale) cultura psicanalitica, la sua incredibile creatività e, ammettiamolo, anche tantissimi soldi.
Violentemente contrastato dall'elite intellettuale dell'epoca, che vi vide "solo" una critica ridicolizzante del femminismo e l'elogio (ma dove?) di un machismo veterofascista al tramonto, oggi, con il giusto distacco datoci dal tempo, possiamo finalmente capire il messaggio felliniano: il povero Snaporaz, costantemente in bilico tra idealizzazione e cruda realtà, siamo noi, uomini e donne alla costante ricerca di nuovi equilibri morali e fisici, talvolta salvati dal sogno e talaltra persici dentro ma, come lui, disposti ad andare avanti, in qualche modo.
Da rivedere, con occhi nuovi e più maturi, rivalutare e... rivedere ancora! :D

giovedì 5 gennaio 2012

E la nave va



Titolo originale: E la nave va
Nazione: ITA
Anno: 1986
Genere: Commedia
Durata: 122'
Regia: Federico Fellini
Cast: Freddie Jones, Barbara Jefford, Philip Locke, Victor Poletti, Peter Cellier
audio/video: 10

Trama:
Italia, luglio 1914. Un transatlantico salpa da Napoli, carico di bella gente, verso un'isola dell'Egeo per trasportarvi le ceneri della celebre cantante Edmea Tetua. Diario della vita di bordo: tutto quel che vi succede fin quando v'irrompe la Storia: è cominciata la prima guerra mondiale.

Commenti:
Un viaggio di Fellini in un mondo di fantasmi che sanno di essere tali, svincolati dalla realtà: tutto è esplicitamente falso in questo film di mare, quasi tutto è mirabilmente vero nella finzione dove l'umorismo stinge nella malinconia. Grandissimo Fellini, racconta con la leggerezza di un'opera buffa e la profondità di chi sà leggere nel passato e sogna un diverso futuro, probabilmente irrealizzabile.

lunedì 26 settembre 2011

Fellini - Satyricon



Titolo originale: Fellini - Satyricon
Nazione: ITA
Anno: 1969
Genere: Grottesco, Fantastico
Durata: 125'
Regia: Federico Fellini
Cast: Hiram Keller, Capucine, Lucia Bosé, Fanfulla, Max Born, Salvo Randone, Martin Potter, Luigi Montefiori, Magali Noel, Alain Cuny
audio/video: 10

Trama
Da Petronio Arbitro (I secolo d.C.): peripezie di Encolpio e Ascilto, due giovani parassiti che vivono di espedienti, nella Roma di Nerone.Encolpio e Ascilto, innamorati dello stesso efebo, Gitone, incontrano diverse persone: l'attore Vernacchio, il vecchio poeta Eumolpo, l'arricchito Trimalcione, Lica, tiranno di Taranto. Ascilto muore; anche Eumolpo muore e vecchi bramosi divorano il cadavere del poeta, che ha lasciato le sue ricchezze a chi si ciberà delle sue carni. Encolpio, rimasto solo, se ne va con nuovi amici.

Commenti
Il Satyricon di Fellini è un testo cinematografico ricolmo di simbologie oniriche che rimandano alla decadenza del mondo d'oggi. Ad esempio i personaggi vivono in un mondo di rovine: Encolpio e il poeta Eumolpo visitano ad un certo punto un museo. Esso contiene opere d’arte classica già antiche, deteriorate dal tempo, e contemporaneamente sullo sfondo alcuni personaggi sfilano su un carrello come in una messa in scena da teatro di posa. Ed ancora, su una spiaggia si vedono alcuni cannibali divorare il corpo di un poeta, mettendo in scena metaforicamente una sorta di percorso regressivo, archetipico, in cui il cannibalismo è il simbolo del ritorno ad una fase primitiva, animalesca dell'uomo. Attraverso il materiale onirico, Fellini vuole mettere in scena gli incubi e le perversioni inconfessate della società archetipica che descrive, colorando il tutto di una forte patina dionisiaca, irrazionale. La critica sulle prime sembrò ignorare tali significati profondi ed accusò la mancanza di continuità del film ed il fatto che non si interessi di problemi sociali.

sabato 2 luglio 2011

Prova d'orchestra



Titolo originale: Prova d'orchestra
Nazione: ITA
Anno: 1979
Genere: Commedia, satira politica
Durata: 70'
Regia: Federico Fellini
Cast: Clara Colosimo, Umberto Zuanelli, Balduin Baas, Giovanni Javarone
audio/video: 10

Trama
In una chiesa sconsacrata si tiene una prova d'orchestra che non va bene. Il direttore strapazza gli orchestrali. Pausa. Quando il maestro torna in sala, è scoppiato il Sessantotto: urla, berci, slogan contro il potere e le istituzioni, scritte eversive finché, come abbondantemente preannunciato dagli ignorati rumori esterni, crolla il loro mondo illusorio. Tra i detriti, laceri e impauriti gli orchestrali ricominciano la prova guidati dal direttore che ora è molto più dispotico, quasi dittatoriale.

Commenti
Parabola etica e civile, questo film è una gustosa e graffiante allegoria sulla società e la politica italiana degli anni '70. Poco capito dal pubblico "intellettuale" dell'epoca, merita di essere rivisto oggi con occhi meno velati dall'"anticonformismo conformista" di allora. Meritatissimo nastro d'argento per la musica (Nino Rota, alla memoria).

giovedì 23 giugno 2011

8 1/2 - Otto e mezzo



Titolo originale: 8 1/2
Nazione: ITA
Anno: 1963
Genere: Drammatico
Durata: 138'
Regia: Federico Fellini
Cast: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo, Anouk Aimée, Rossella Falk, Mario Pisu, Barbara Steele, Guido Alberti
audio/video: 10

Trama
Il regista Guido Anselmi, reduce del successo del suo ultimo film, vorrebbe prendersi una pausa per riposarsi. Ma le continue pressioni del suo produttore, della troupe e dei suoi amici, lo obbligano a trovare un'ispirazione per un nuovo film.

Commenti
In crisi esistenziale e creativa, alle prese con un film da fare, un regista fa una sorta di mobilitazione generale di emozioni, affetti, ricordi, sogni, complessi, bugie. Un misto tra una sgangherata seduta psicanalitica e un disordinato esame di coscienza in un'atmosfera da limbo (F. Fellini).
Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e i '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con La dolce vita. Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. “L'enfer c'est les autres”, aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. 2 Oscar: costumi (Pietro Gherardi), miglior film straniero. 7 Nastri d'argento: film, produttore, soggetto, sceneggiatura, S. Milo, musiche (N. Rota), fotografia (G. Di Venanzo).

martedì 12 aprile 2011

Amarcord



Titolo originale: Amarcord
Nazione: ITA
Anno: 1973
Genere: Commedia
Durata: 122'
Regia: Federico Fellini
Cast: Pupella Maggio, Bruno Zanin, Armando Brancia, Ciccio Ingrassia, Nando Orfei, Luigi Rossi, Magali Nöel, Josiane Tanzilli
audio/video: 10

Trama
"Amarcord" che in dialetto romagnolo significa "io mi ricordo", è il film in cui Fellini ricorda/reinventa la sua vita di ragazzo in una Rimini della prima metà degli anni trenta. È un divertente e melanconico affresco dell'Italia fra le due guerre, dove il Fascismo e la Chiesa esercitavano il loro potere, influenzandone la cultura ed il costume. La storia di Titta, alter-ego del Fellini adolescente, e della sua famiglia si inserisce armoniosamente in un contesto di piccoli ritratti e di aneddoti legati ad un filo comune che li rende interdipendenti e dove affiora comunque sempre la spensieratezza e la voglia di vivere propria dell'adolescenza e della gente romagnola.

Commenti
Vent'anni dopo I vitelloni F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. Oscar per il miglior film straniero.

venerdì 1 aprile 2011

Intervista



Titolo originale: Intervista
Nazione: ITA
Anno: 1987
Genere: Commedia
Durata: 105'
Regia: Federico Fellini
Cast: Anita Ekberg, Marcello Mastroianni, Sergio Rubini, Maurizio Mein, Danilo Donati
audio/video: 10

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