
Titolo originale: Arlecchino servo di due padroni
Nazione: ITA
Anno: 1987
Genere: Teatro, Commedia
Durata: 143'
Regia: Giorgio Strehler
Cast: Ferruccio Soleri, Gianfranco Mauri, Narcisa Bonati, Andera Jonasson, Franco Graziosi, Paolo Calabresi, Giorgio Bongiovanni, Giulia Lazzarini
Trama:
In casa di Pantalone sua figlia Clarice e Silvio, figlio del Dottore, celebrano il fidanzamento dopo che la notizia della morte di Federigo Rasponi, uomo d'affari di Torino promesso a Clarice senza che mai lei lo avesse visto, scioglie dall'impegno la giovane. L'arrivo del redivivo Rasponi getta lo scompiglio e...
Commenti e recensione:
L'Arlecchino è sempre uguale e sempre diverso e questa versione, detta "dell'addio", è il frutto più alto di oltre trent'anni di magnifica evoluzione. Dalle prime rappresentazioni, con la loro scenografia rarefatta e quasi idealizzata, recitate al Piccolo ma anche nei borghi e nelle cascine della Bassa, si è arrivati a questa opera matura dove il vuoto è colmato dalla magia, sempre più esaltante, dell'interptetazione. Questo è l'"addio" al grandissimo Soleri (anche se poi non riuscirà a trattenersi dal rimettere la maschera ancora qualche volta ^_^) che ha indossato i panni multicolori dello Zanni per oltre cinquant'anni! Solo pochi mesi fa, alla bella età di 88 anni (e ricco delle 2283 repliche che l'hanno reso il recordman di longevità sul palco con un unico personaggio) ha dichiarato di sentirsi "un po' stanco". E vorrei vedere! Nemmeno nel pieno della mia fanciullezza sarei mai riuscito a fare anche solo una delle mille acrobazie che, instancabilmente, metteva in scena ogni sera. È facile quindi lasciarsi incantare dalla sua fisicità e distrarsi dalla sua eccezionale professionalità di attore! Era invece questa sua competenza, questa sua capacità di entrare in contatto col pubblico, che Strelher aveva riconosciuto e che quasi gli imponeva di replicare e replicare. Ferruccio - diceva - è l'Arlecchino quello che ci chiedono. Non possiamo deludere il pubblico; e via così, con un'altra edizione. ^_^
E quanto è "nuovo" questo Goldoni! Ma è poi esatto, definire "straordinario" il sorpassare gli anni, anche i secoli, per un'opera di teatro? Non è questa, invece, la caratteristica dell'opera d'arte? La vera opera d'arte parla con accenti diversi, con prospettive diverse ma è sempre contemporana alla gente a cui si rivolge. Mutano i suoi interpreti, si cambiano i moduli espressivi o certi ritmi, ma le texte resta. Così questo intramontabile Arlecchino servo di due padroni ha in sé il segno della vita che passa e si rinnova. Diceva Strehler: lo spettacolo è sempre rinato dalle sue ceneri, mai identico, sempre in movimento, sempre alla ricerca di un “modo” di rappresentarsi che non fosse la copia esatta del vecchio ma la traccia per il nuovo, su ciò che di valido c’era stato. Grazie Strehler, grazie Ferruccio: sfondando ripetutamente la quarta parete ci avete fatto riscoprire la Commedia dell'Arte dopo secoli di oblio e capire come il mondo, nel suo profondo, non sia mai davvero cambiato e che sia, malgrado i suoi difetti, davvero un gran bel Mondo! :)
Per chi ha avuto la gioia di vederlo dal vivo, questa è l'occasione rara di provare di nuovo quelle magiche senzazioni; per chi invece se lo fosse perso, è da scoprire assolutamente! :D


