
Titolo originale: Out of Africa
Nazione: USA
Anno: 1985
Genere: Drammatico, Sentimentale
Durata: 160'
Regia: Sydney Pollack
Cast: Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer, Michael Kitchen, Malick Bowens
Trama:
Nel 1914, la ricca danese Karen Dinesen sposa con un matrimonio d'interesse il barone svedese von Blixen-Finecke e si trasferisce insieme a lui in Kenya, per occuparsi di una piantagione di caffè. Mentre è in Africa a gestire la proprietà Karen, trascurata dal marito, conosce l'avventuriero inglese Denys Finch-Hatton e si innamora di lui ma...
Commenti e recensione:
Questa è una delle storie d’amore più riuscite della Settima Arte; una storia esile, mai vissuta fino in fondo e sempre delicatamente accennata, sullo sfondo persino quando tragica eppure capace, in pochi dialoghi, di offrire spunti e visioni di coppia raramente cosi profondi. La Blixen, in questa sua autobiografia (di cui trovate lo splendido romanzo nella cartella ^_^) riesce a farci sentire, persino attraverso il filtro dell'interpretazione di Pollack, non solo tutto il senso di solitudine che unisce i due amanti ma persino la paura dell’età che avanza, quel brivido che nasce quando la vecchiaia spaventa più della morte.
I tre meravigliosi vertici del triangolo amoroso sono immensi! Meryl Streep dà corpo, anima e voce ad una donna forte e di carattere ma anche profondamente bisognosa di amore in un mondo transitorio. È così brava che in ogni istante si ha la sensazione che i suoi occhi siano proprio quelli dell'autrice del romanzo. Klaus Maria Brandauer è davvero bravissimo ma è Robert Redford, ormai prossimo ai 50, che scolpisce indelebilmente nella storia del cinema un personaggio dal fascino incommensurabile.
Tutto questo sarebbe abbondantemente sufficiente ma Pollack va molto oltre la componente romantica ed approfitta dell'occasione per sottolineare mirabilmente la distanza tra il mondo occidentale e quello indigeno, rendendo il film ben più di una turbolenta storia d’amore tra due anime ipersensibili ed indipendenti. Fa del film un manifesto all'abbattimento delle barriere mentali, all'apertura a prospettive esistenziali che si svincolino dai legami della civiltà, arrivando persino a rappresentare gli stessi africani quali prede impossibili da raggiungere, spesso incatenate a tradizioni e superstizioni che nessun colonialismo ha scalfitto. In questo ha dimostrato la sua vera arte perché è riuscito, con pochi accenni ed immagini, a rendere perfettamente comprensibile tutto ciò che la Blixen voleva comunicare nel suo libro. Da quelle pagine Pollack ha ricavato un kolossal suggestivo e fluviale, romantico e spettacolare, ravvivato da una fotografia smagliante che si è conquistato ben sette Oscar benché, incredibilmente, nessuno per i tre magnifici interpreti.
La mia Africa è stata capace di incantare ed affascinare trasversalmente diverse generazioni, pur offrendo ben altro è comunque un must del genere sentimentale, classico e prevedibile nel suo sviluppo ma, al tempo stesso, istantanea ovattata e sospesa nel tempo di una terra magica ed ammaliante, teatro di una storia d’amore capace di toccare anche i più duri di cuore. Da vedere? Sicuramente! Oggi! :D



