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martedì 27 ottobre 2020

Tideland - Il mondo capovolto


Titolo originale: Tideland
Nazione: UK
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 122'
Regia: Terry Gilliam
Cast: Jodelle Ferland, Jeff Bridges, Janet McTeer, Brendan Fletcher, Jennifer Tilly

Trama:
Alla morte per overdose di sua madre, l'undicenne Jeliza-Rose lascia la casa di Los Angeles insieme al padre Noah, un ex musicista rock fallito ed anche lui tossicodipendente, per una vecchia casa in mezzo alla campagna. Qui, alla morte del padre, la piccola inizia una nuova vita circondata da bizzarri personaggi, a metà tra sogno e fantasia, e...  

Commenti e recensione:
Terry Gilliam è forse il più grande regista onirico vivente, capace di rappresentare il sogno e l'incubo, nonché tutte le sfumature intermedie. Alcune sue opere propendono più verso l'immaginario lieve ma non questa, compagna ideale di Paura e delirio a Las Vegas. C'è un breve messaggio di Gilliam, che troverete nella cartella ed è da vedere prima del film, che serve per entrare nell'ottica giusta del suo lavoro più complesso: Tideland è la volontà del regista di entrare direttamente nel cervello della piccola protagonista in modo da filtrare tutte le atrocità del reale attraverso la sua innocenza. Una volta capito che è questa la chiave di lettura, l'obbiettivo riesce alla perfezione perché si ha davvero l’impressione che le fantasie prodotte dalla bambina costituiscano una sorta di "scudo" che la protegge, come noi, dai pericoli della realtà squallida e costellata di pericoli in cui è immersa. Personalmente trovo che si tratti di un fallimento comunicazionale perché dover spiegare, a cose fatte, come vada interpretato un film ritengo sia il peggior errore che possa fare un regista, anche se si chiama Terry Gilliam. Detto questo, una volta imboccato il giusto binario il film è strepitoso!
Tideland è un film anarchico ed onirico ma anche doloroso e, in molti casi, persino disgustoso pur essendo uno sguardo infantile sull'infanzia, età cara al regista perché sede principale ed irripetibile di quei deragliamenti dell'immaginazione di cui si compone tutto il suo cinema. A livello registico i vari piano sequenza, il caratteristico ondeggiare della camera ed i giochi di prospettive riescono nell'intento di ricreare uno psicotico Alice nel paese delle meraviglie, anche grazie all'ennesima prova d'autore di Nicola Pecorini, davvero straordinario nei colori. Iconograficamente è una fiaba nera, molto ricca e provocatoria. C'è dentro Carroll ma anche Psycho di Hitchcock, testoline semi-Barbie surrealiste di Švankmajer, Buñuel del Cane andaluso e Walt Disney, l'adorato maestro di Gilliam (che è nato cartoonist) nello scoiattolo parlante; il tutto in un clima falsamente da Zazie di Queneau filtrato proprio da Pecorini con aggiunta fish-eye, dinamismo sublime da steady-cam fuori bolla ed un bel po' di acido lisergico.
Per quanto concerne il cast, Tideland può contare su pochissimi attori ma veramente capaci di rendere tutto surreale e visionario. Spicca la prestazione di Jodelle Ferland, di cui Gilliam è visibilmente innamorato, che restando sempre in scena riesce a rendere benissimo la parte della bambina innocente ma con velati stralci si schizofrenia (sopratutto nelle scene dei suoi dialoghi con le teste mozze delle bambole), eccezionale nel camminare sul filo tra l'essere insopportabile oppure irresistibile. L'affianca un grande Brendan Fletcher che evita, con naturalezza prodigiosa, il ridicolo involontario che rischiano tutti i ruoli che prevedano handicap mentali. Per qualche strana anomalia, l'attore più famoso, quel Jeff Bridges notoriamente feticcio di Gilliam che qui ci regala una sorta di Drugo Lebowski andato a male, risulta essere decisamente poco sfruttato (la maggior parte del tempo è morto) però quando recita è veramente degno della sua fama.
Tideland è un film senza compromessi, allo stesso tempo crudele e tenero, poetico e scandaloso, maturo ed infantile, che affronta temi profondi (eroina, anoressia ed overdose, terrorismo, necrofilia e putrefazione della carne, petomania, pedofilia e violenza ai minori, follia, lobotomia ed esoterismo) con la leggerezza di una favola, gridando un grade SÌ alla vita. Ma attenzione! Tutto questo è vero solo se si accettano le premesse di Gilliam, altrimenti la caduta non sarà quella lieve e poetica di Alice nella tana del coniglio ma quella del dannato che sprofonda nei gironi infernali. Visto nel modo giusto è un'avventura emozionante ed unica, un viaggio alla scoperta di un modo di guardare la realtà che credevamo d'avere dimenticato per sempre, quindi è da vedere assolutamente... ma senza sbagliar binario! :D

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