
Titolo originale: L'armata Brancaleone
Nazione: Italia
Anno: 1966
Genere: Commedia
Durata: 120'
Regia: Mario Monicelli
Cast: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno, Maria Grazia Buccella
Trama:
In sella ad un ronzino giallastro, Brancaleone da Norcia, cavaliere fanfarone e dai pochi meriti, guida un'improbabile compagnia di miserabili alla conquista del feudo di Aurocastro nelle Puglie. Sulla strada vivranno mille peripezie, tra una vedova impaziente e una verginella preda dei briganti; si uniranno alla combriccola anche l'ambiguo Teofilatto e un fabbro aspirante suicida. Una volta raggiunta la meta, dopo essere stati quasi impalati dai pirati saraceni, Brancaleone & CO si vedranno condannati al rogo come usurpatori dal vero signore del feudo ma...
Commenti:
Fortunatissima immersione della commedia all'italiana in un Medioevo cencioso ed irresistibile, L'armata Brancaleone vale come splendido compendio della poetica, delle tematiche e dello spirito più vero di Mario Monicelli. Insieme ai fidati Age & Scarpelli alla sceneggiatura, il regista firma il suo capolavoro, un'avventura di salda presa comica in cui l'invenzione farsesca si mescola alla citazione colta (si va da Cervantes al Pulci fino a Italo Calvino). All'amalgama perfetta di questi elementi, all'omogeneità dei contenuti, corrisponde una linea di racconto volutamente tortuosa, fatta di piccoli episodi, deviazioni, disequilibri e bruschi cambiamenti, in grado di restituire l'andamento di un poema cavalleresco salvo da ogni retorica o, ancora meglio, di uno spettacolo di burattini, così com'è sottolineato dai titoli di testa nelle animazioni di Emanuele Luzzati (accompagnati dall'inconfondibile musica di Carlo Rustichelli, il cui motivetto principale diventerà un vero e proprio tormentone!). Anche a livello strettamente visivo, le scenografie e i costumi di Piero Gherardi rientrano in un'organizzazione dello spazio in cui i paesaggi naturali sembrano assomigliare alle quinte di un teatrino, ad una percezione bidimensionale e stilizzata. Ugualmente irreali sono le voci di questi personaggi-pupi, mascherate, tronfie o stridule, comunque sempre falsate, veicoli di una lingua a metà tra il volgare e il latino maccheronico, in breve, diventata di culto.
È senza ombra di dubbio di fortissima risonanza la geniale interpretazione di Vittorio Gassman, che si è calato perfettamente nei panni del protagonista ma non dimentichiamo gli splendidi ruoli di Gian Maria Volonté nella parte di Teofilatto e quella di Carlo Pisacane in Abacuc.
Personaggi crudeli, saraceni che impalano i prigionieri di guerra, eserciti cristiani non migliori e che mettono al rogo i pescatori di frodo (per non parlare degli eretici!): al di sopra di tutto questo marasma fatto di sangue e morte si erge la quasi-suo-malgrado simpatica figura di Brancaleone, il quale riesce ad ottenere una forte attrattiva e tanta reminescenza... anche dopo più di 50 anni! :D






